Le sanzioni europee contro la Russia non sono abbastanza dure. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i reporter. Una presa di posizione che cozza con la narrazione di un avvicinamento tra le parti grazie alla sua influenza, che sembrava evidente dopo il vertice in Alaska salvo poi sfaldarsi rapidamente. Con gli ultimi episodi dello sconfinamento dei droni russi sullo spazio aereo europeo che ci stanno portando irrimediabilmente verso il baratro.
Trump contro la Russia chiede aumento sanzioni UE
“L’Europa sta comprando petrolio dalla Russia. Non voglio che comprino petrolio lì”, ha dichiarato Trump “E le sanzioni che stanno imponendo non sono abbastanza severe. Io sono disposto a imporre misure, ma dovranno inasprirle in modo proporzionale a quello che io sto facendo”, ha aggiunto. Proprio lui che ha accolto con il tappeto rosso Putin ora cambia idea e chiede di sanzionarlo maggiormente.
Il capo della Casa Bianca ha affrontato anche la questione di un eventuale vertice tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, sottolineando quanto sia difficile arrivare a un dialogo diretto: “Che lo si chiami vertice o semplicemente incontro, non importa, ma probabilmente dovrò convincerli, perché si odiano così tanto che quasi non riescono a parlare. Sono incapaci di parlare tra loro. L’odio tra i due è imperscrutabile”, allontanando dunque l’ipotesi di un rapido faccia a faccia rispetto a quando i leader europei sono andati a Washington avendo rassicurazioni sull’immediatezza del vertice.
Trump avvisa l’amico Netanyahu
Sul fronte mediorientale, Trump ha elogiato il Qatar definendolo “un forte alleato degli Stati Uniti”. Commentando il recente attacco di Israele contro leader di Hamas a Doha, ha lanciato un chiaro avvertimento a Benjamin Netanyahu: “Israele deve stare molto attento”. Parole più dure rispetto a quelle pronunciate pochi giorni fa, sintomo che qualcuno in medio oriente forse non ha gradito la strategia comunicativa del tycoon.
Poi ha aggiunto: “Il Qatar è stato un grande alleato degli Stati Uniti. Molte persone non lo sanno. L’emiro è in realtà una persona meravigliosa. Guardate, siamo con loro. Sono stati un grande alleato. Conducono anche una vita molto difficile perché si trovano proprio nel mezzo di tutto”.
Trump accolto a Londra con tutti gli onori
Intanto si profila un tappeto rosso per Donald Trump: il Regno Unito si prepara a una visita di Stato senza precedenti, la seconda per il presidente americano. Mercoledì e giovedì Londra offrirà al leader repubblicano una cerimonia regale con processione in carrozza accanto a Re Carlo III, un sorvolo e una cena di gala al Castello di Windsor.
Una dimostrazione di sfarzo che mira a metterlo nella migliore disposizione d’animo per l’incontro con il primo ministro Keir Starmer. Sul tavolo ci saranno commercio, dazi doganali e guerra in Ucraina. Tuttavia, non mancheranno le tensioni: nella capitale britannica è attesa una grande manifestazione contro il tycoon, che resta lontano dalle inclinazioni politiche del leader laburista.
Starmer, che a febbraio ha consegnato personalmente l’invito a Trump nello Studio Ovale, ha definito la visita “senza precedenti”. Dopo aver ricevuto la prestigiosa lettera, il presidente americano ha elogiato Re Carlo, attualmente in cura per un cancro mai dettagliato, definendolo “un grande uomo”. Questa visita di Trump arriva prima di quella che il tycoon aveva promesso a Giorgia Meloni in Italia, un segnale che la Gran Bretagna vuole approfittare della crisi politica in Francia per mettere la freccia e candidarsi al ruolo di leader del Vecchio Continente nello scacchiere geopolitico.
