Robert Redford, addio a una leggenda di Hollywood

martedì, 16 Settembre 2025
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Si è spento oggi Robert Redford, uno dei volti più iconici del cinema americano. Attore, regista e produttore, premio Oscar e fondatore del Sundance Film Festival, Redford ha segnato decenni di storia del cinema con interpretazioni che hanno fatto innamorare generazioni di spettatori. Protagonista di opere indimenticabili come La stangata (1973), Corvo rosso non avrai il mio scalpo! (1972) e Tutti gli uomini del presidente (1976), Redford ha incarnato l’essenza stessa di Hollywood per più di mezzo secolo. Capace di muoversi con naturalezza tra i generi, ha lasciato il segno tanto nei western – basti pensare a Butch Cassidy (1969) – quanto nei melodrammi come Il grande Gatsby (1974) e Come eravamo (1973), fino ai thriller politici e di spionaggio come I tre giorni del Condor (1975). Nel 1985 la magnifica interpretazione ne La mia Africa diretto da Sydney Pollack.

Lo ricordo alla 72ª Mostra del Cinema di Venezia, dove ritirava il Leone d’Oro alla carriera. Quando arrivò in sala stampa con un impeccabile  completo bianco, improvvisamente calò il silenzio. Tutti gli sguardi erano inevitabilmente rivolti a lui, si percepiva un magnetismo raro, di quelli che non si dimenticano. Non era solo il fascino della star, ma una presenza carismatica, naturale, che sapeva stemperare quell’aura con battute simpatiche, con un sorriso che lo rendeva vicino, umano, irresistibile.

Redford regista

Accanto alla carriera d’attore, Redford si impose anche dietro la macchina da presa. Debuttò con Gente comune (1980), che gli valse l’Oscar come miglior regista. Successivamente firmò titoli di grande successo come L’uomo che sussurrava ai cavalli (1998). L’ultima regia risale al 2012, con La regola del silenzio – The Company You Keep, mentre proseguono le prove da attore, con l’ingresso nel MCU (è il leader dell’H.Y.D.R.A. Alexander Pierce in Captain America: The Winter Soldier e Avengers: Endgame) e con l’ultima grande prova in Old Man & The Gun di David Lowery. Sul set fino agli 82 anni, poi produttore finché ne ha avuto le forze.  Pur non avendo mai conquistato la statuetta come miglior attore, nel 2002 l’Academy gli conferì l’Oscar alla carriera.

L’ultima intervista

Negli anni successivi aveva rilasciato alcune interviste concentrate soprattutto sul suo impegno per l’ambiente e per il Sundance Institute. In una delle più recenti (2021, Variety), aveva sottolineato l’importanza di dare spazio alle nuove voci del cinema indipendente, dicendosi fiducioso nel futuro del cinema nonostante le difficoltà legate alla pandemia. Robert Redford lascia un patrimonio artistico immenso: un cinema elegante, umano, impegnato. La sua carriera è stata un raro equilibrio tra glamour hollywoodiano e coscienza sociale, qualità che lo hanno reso una figura rispettata e amata in tutto il mondo.

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