Spese di difesa, Draghi: “Europa frammentata, serve debito comune”. Botta e risposta Crosetto-Tajani | Video

martedì, 16 Settembre 2025
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Il dibattito sulle spese per la difesa torna al centro dell’agenda europea e italiana, rilanciato dalle parole dell’ex presidente del Consiglio e della Bce, Mario Draghi. Intervenuto alla conferenza “One Year After the Draghi Report”, alla presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Draghi ha ribadito la necessità di superare la frammentazione industriale e politica che ancora penalizza l’Europa nel settore della sicurezza e delle tecnologie strategiche.
“Il confine tra economia e sicurezza è sempre più labile – ha dichiarato –. Gli Stati stanno utilizzando ogni strumento per promuovere i propri interessi. L’Europa invece è rimasta prigioniera di due trappole: sforzi nazionali non coordinati e fiducia cieca nei mercati. Ma difesa, industria pesante e tecnologie del futuro richiedono una capacità comune di reazione”.

Per l’ex premier, serve un salto di qualità negli investimenti, anche attraverso l’emissione di debito comune europeo o di una coalizione di Stati membri, per finanziare progetti di grande scala in settori strategici come difesa, energia e innovazione tecnologica. Un modello che – ha spiegato – permetterebbe all’Europa di “ridurre duplicazioni, abbassare i costi, accelerare l’innovazione e concentrare i bilanci destinati agli appalti”, in un contesto internazionale in cui Stati Uniti e Asia godono di mercati più vasti e di un forte sostegno statale.

Spese di difesa,  botta e risposta tra Crosetto e Tajani

Alle parole di Draghi ha fatto eco il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha ribadito come l’aumento degli stanziamenti non sia una scelta politica ma una necessità vitale: “Non siamo guerra e non abbiamo intenzione di entrarci con nessuno. Proprio per questo avere una difesa in grado di assolvere il proprio compito  è uno dei prerequisiti di sopravvivenza di una nazione. Dopo la Guerra Fredda era logico ridurre le spese, ma è stato un errore scendere sotto la soglia minima di efficienza. Ora occorre recuperare quel gap, farlo con razionalità, serietà ed efficienza, e farlo al più presto”.

“Le nuove tecnologie sono di aiuto alla difesa, all’industria e alla società. Quasi tutte quelle che hanno cambiato la nostra vita, da internet al navigatore satellitare, nascono dalla difesa. Gli investimenti in robotica, intelligenza artificiale e quantistica saranno fondamentali: sono innovazioni duali. La parte tecnologica è più importante della parte classica degli armamenti”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, a margine del forum “Defence Procurement”.

“Non ci sono acquisti più necessari di altri: la difesa terrestre, cyber, navale, aerea e missilistica vanno avanti parallelamente. Abbiamo consegnato alle autorità politiche una lista che copre tutti i settori. Ogni mese colmiamo un pezzo del gap, ma ci vorranno anni per costruire una difesa adeguata. Siamo partiti accelerando su sistemi di difesa aerea, soprattutto contro missili e aerei: con i droni è più difficile, ma la ricerca e le capacità migliorano ogni giorno”. Poi ha ribadito che c’è sintonia con il ministro dell’economia Giorgetti.

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che ha sottolineato come la difesa vada intesa in senso allargato: “La sicurezza europea e italiana riguarda il Nord, l’Est, l’Ovest e il Sud del continente, nel contesto della Nato e dell’Ue. Abbiamo chiesto fondi europei, 15 miliardi, per rafforzare la nostra sicurezza. Crosetto ha ragione: la difesa esiste ma va rinforzata. E quando parliamo di sicurezza non parliamo solo di armi: significa protezione civile, controllo dei mari, salvataggio dei migranti, risposta alle calamità naturali. Lo dimostrano le missioni delle nostre Forze armate, dall’intervento in mare ai voli umanitari da Gaza”. Poi rispondendo a Crosetto spiega: “La Difesa la abbiamo, ma va certamente ampliata”.

Zelensky chiede aiuto: “Sistema europeo di difesa aerea multilivello”

Dal fronte ucraino è arrivato un nuovo appello alla cooperazione. Il presidente Volodymyr Zelensky, denunciando i raid russi che da inizio settembre hanno lanciato migliaia di droni e missili contro l’Ucraina, ha rilanciato l’idea di un sistema europeo integrato di difesa aerea: “È giunto il momento di attuare la protezione congiunta dei nostri cieli con un sistema multilivello. Le tecnologie esistono, servono investimenti e decisioni forti da parte di tutti i partner. Questo è il tipo di terrorismo aereo contro cui chiediamo una difesa comune, affinché nessuno debba improvvisare risposte all’aggressione russa”. Probabile la prossima settimana un ulteriore incontro con Trump.

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