Flotilla sotto attacco, 11 imbarcazioni colpite tra cui tre italiane. La Farnesina al lavoro

mercoledì, 24 Settembre 2025
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Un attacco improvviso nella notte a largo delle acque internazionali di Creta. Droni e spray urticanti sono stati lanciati contro 11 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla la spedizione pacifica di aiuti umanitari destinati a Gaza salpata da Barcellona e poi da Genova i primi di settembre. Nel mirino del fuoco nemico per oltre due ore nella notte anche gli equipaggi italiani tra loro a bordo il deputato dem Arturo Scotto. Secondo la portavoce per l’Italia della Global Sumud Flotilla Delia anche lei imbarcata, sono state colpite le imbarcazioni di Italia, Inghilterra e Polonia. È stato come un attacco ai tre Paesi fanno sapere dal direttivo, che attende un intervento del governo in merito. E da New York, dove si trova per l’Assemblea generale Onu, interviene prontamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani che chiede a Israele di garantire l’incolumità di quanti sono a bordo e che le eventuali operazioni delle forze amate siano condotte rispettando il diritto internazionale e un principio di assoluta cautela. Un atto criminale contro una flotta civile sottolinea la portavoce italiana della Flotilla anche lei a bordo di una delle imbarcazioni. La Delia ha ribadito in queste ore che la spedizione non si fermerà, nessuno si lascerà intimidire consapevoli di navigare in totale legalità e non rappresentando un pericolo ma diretti a vele spiegate verso Gaza per portare aiuti alla popolazione stremata. I droni hanno sorvolato anche molto vicino ma fortunatamente la barca a è illesa, fanno sapere. Avvertimento? Terrore psicologico da parte dell’esercito israeliano? Non è chiaro questi droni da dove partono e la distanza da Gaza è ancora molto significativa.Le cinquantuno navi che compongono la Flotilla puntano a raggiungere Gaza per consegnare aiuti umanitari e “rompere il blocco israeliano”, dopo due tentativi bloccati da Israele a giugno e luglio. Attacchi contro la Flotilla erano stati registrati al largo di Tunisi il 9 settembre. Perlopiù operazioni psicologiche, dicono gli attivisti che rivendicano: “Non abbiamo armi. Non rappresentiamo una minaccia per nessuno, trasportiamo soltanto aiuti e gli attacchi sono illegali. E intanto si stila il bilancio dell’attacco notturno. Nessun ferito, ma almeno due le imbarcazioni danneggiate: la Zefiro, che ha riportato la rottura dello strallo di prua, uno dei sostegni dell’albero, e la Morgana, la cui randa – la vela principale – è ora fuori uso. Colpita anche la Taigete, ma dai video diffusi sui social non sembra aver subito danni.

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