Brutto Calcio per Netanyahu: Israele escluso dall’Uefa

giovedì, 25 Settembre 2025
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Dove non arrivano i pro-Pal arriverà la Uefa? Un brutto colpo è in arrivo per i tifosi di calcio israeliani e quindi anche per Banjamin Netanyahu: l’Organismo di governo del Calcio europeo si appresta a escludere dalle competizioni internazionali le squadre israeliane a partire dalla nazionale.

La fonte di questa clamorosa notizia è quanto mai attendibile, trattandosi del “Times” di Londra. Secondo l’autorevole quotidiano britannico, la decisione è attesa per la prossima settimana, ma la maggioranza dei membri si sarebbe già detta favorevole.

Una decisione in tal senso chiuderebbe a Israele le porte ai prossimi Mondiali (qualificazione, peraltro, abbastanza compromessa) e comporterebbe anche l’esclusione del Maccabi Tel Aviv dall’Europa League. Vale la pena anche ricordare che tale provvedimento toccherebbe in qualche modo anche l’Italia, dal momento che Israele è nello stesso girone di qualificazione della nostra nazionale (insieme con Norvegia, Moldavia ed Estonia).

A gioire sarà probabilmente anche il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, il quale s’era detto contrario a ospitare nella sua città la partita tra l’Italia e la nazionale israeliana che è in programma il 14 ottobre. A questo punto la decisione della Uefa andrebbe nella direzione da lui auspicata, con una “piccola” differenza: se la Figc avesse dato retta al primo cittadino della città friulana, l’Italia avrebbe perso la partita a tavolino per 2-0, con la conseguenza del quasi certo addio ai Mondiali del 2026. Il problema ovviamente non si porrebbe con l’esclusione di Israele decretata dalla Uefa. Ciò non toglie che il sindaco De Toni dovrebbe rispondere a questa semplice domanda: perché mai i tifosi italiani (ma un po’ tutti gli italiani, visto il dispiacere di non aver partecipato ai Mondiali di Calcio per due edizioni di fila) dovrebbero subire le conseguenze della politica di Netanyahu?

Diverso è invece il caso degli israeliani, popolo direttamente coinvolto dalla scellerata e criminale politica del suo premier riguardo a Gaza: l’esclusione dalle competizioni calcistiche internazionali sta a significare che Israele, con tutto quello che stanno patendo i palestinesi, non può far finta di niente, non può, cioè, vivere una vita “normale”. E lo shock di essere banditi dal calcio internazionale ricorda a quel popolo (e in particolare al suo governo) che non esistono zone escluse dalle tragedie della storia.. Ed è quindi giusto che, a prendere una simile, importante decisione, non sia una federazione nazionale di calcio ma un organismo internazionale.

Se gli israeliani si sentono presi a… pallonate, forse qualche domanda in più sull’operato del loro governo potrebbero porsela.

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