Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito la posizione dell’Italia in merito alla missione dell Global Sumud “Flotilla” diretta verso Gaza, escludendo categoricamente qualsiasi ipotesi di scontro con Israele. Il vicepremier ha ribadito che non c’è alcuna possibilità che le navi della marina militare possano entrare in acque israeliane, invitando ancora una volta gli attivisti a fermarsi pensando a mezzi alternativi per consegnare gli aiuti.
Gaza, l’appello di Tajani alla Flotilla
Parlando con i giornalisti all’uscita da Palazzo Chigi, il titolare della Farnesina ha sottolineato: “Ho trattato personalmente con Israele, Cipro e la Chiesa, ho parlato io e non quelli della Flotilla. La verità non è quella che raccontano. Ho chiesto al ministro di Israele che non ci siano azioni violente. La Flotilla ascolti le parole del Presidente della Repubblica Mattarella: è pericoloso avvicinarsi e forzare il blocco israeliano”.
Tajani ha ribadito che l’Italia è pronta a garantire la consegna degli aiuti umanitari, ma solo nel rispetto delle regole: “Siamo pronti a fare ciò che serve per consegnare i beni alimentari, ma serve autorizzazione di Israele. Con Israele ci ha parlato il governo italiano, chiedendo garanzie. Continuiamo il nostro sostegno alla Palestina: questa sera a Ciampino atterreranno quasi cento palestinesi e altri cinquanta-sessanta arriveranno mercoledì”
Il ministro ha spiegato che la priorità resta la sicurezza: “I rischi ci sono, per questo abbiamo detto di non forzare il blocco. Il Presidente della Repubblica è più autorevole di me, ma di base abbiamo detto le stesse cose: è una questione di buonsenso. Non possiamo mandare la Marina Militare a forzare il blocco israeliano. Escludo un conflitto militare, sarebbe irresponsabile mettere a rischio la vita dei marinai che non sono lì per scelta politica. Non forzate il blocco navale, è lo stesso appello del Capo dello Stato”.
Tensioni in vista della manifestazione del 4 ottobre
Cresce l’attesa per la manifestazione nazionale per Gaza in programma sabato 4 ottobre a Roma, a cui sono attesi oltre 50 mila partecipanti da tutta Italia.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intercettato dai cronisti al termine del concerto della Banda della Polizia di Stato al Vittoriano per la festa del patrono San Michele Arcangelo, ha risposto con un laconico: “Siamo sempre pronti”. Parole più distese sono arrivate dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini, che ha sottolineato il ruolo cruciale delle forze dell’ordine: “Il grande equilibrio delle nostre forze è fondamentale”. Un concetto ribadito anche dal capo della Polizia, Vittorio Pisani: “In un periodo molto impegnativo gli agenti stanno dimostrando equilibrio e professionalità. Questa giornata ci richiama ai valori e ai principi morali che animano lo spirito delle donne e degli uomini della Polizia di Stato. A loro va il mio ringraziamento profondo per il servizio svolto con onore”.
Sulla stessa linea il questore di Roma, Roberto Massucci, che ha confermato il lavoro in corso per garantire la sicurezza della mobilitazione: “Equilibrio e professionalità delle nostre donne e dei nostri uomini sono la nostra forza e continueremo a muoverci in questa direzione. Sabato c’è una manifestazione importante e stiamo lavorando per organizzarla”.
Domani mattina è previsto un tavolo tecnico in prefettura per definire nel dettaglio il dispositivo di ordine pubblico, alla vigilia di una protesta che si annuncia tra le più partecipate degli ultimi anni nella Capitale.
