Flotilla, arresti illegali in acque internazionali. Ma è vero?

giovedì, 2 Ottobre 2025
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L’interrogativo che nelle ultime ore si impone è quanto sia legittimo il blocco di Tel Aviv nelle acque teatro del sequestro navale.

Come previsto, la Global Sumud Flotilla infatti è stata fermata nella notte dalla marina israeliana al largo di Gaza. Centinaia di attivisti a bordo delle piccole imbarcazioni sono stati arrestati in quelle che sono comunemente considerate acque internazionali. L’iniziativa, come dichiarato dalla stessa Flotilla, è nata come non violenta e ha l’obiettivo di portare aiuti umanitari, ma anche di lanciare un messaggio politico contro l’assedio israeliano e la guerra in Medio Oriente.

Dunque, il blocco navale imposto da Israele è davvero legittimo? Secondo alcuni giuristi, tentare di forzarlo non violerebbe il diritto internazionale, perché il blocco stesso risulterebbe illegittimo. Tuttavia, il quadro giuridico è ben più complesso e dibattuto.

Gli Accordi di Oslo del 1995 hanno stabilito che il mare antistante Gaza resti sotto controllo di sicurezza israeliano, pur riconoscendo alcune competenze civili ai palestinesi. Al tempo stesso, la Convenzione ONU sul diritto del mare assegna agli Stati sovranità fino a 12 miglia nautiche e diritti economici esclusivi fino a 200. La Palestina, che ha aderito alla Convenzione nel 2015, rivendica quelle acque. Questo rende la situazione ambigua, perché le acque non sono né totalmente israeliane né completamente palestinesi.

Di certo è che il blocco navale su Gaza è in vigore dal 2009. Secondo il Manuale di SanRemo sul diritto internazionale del mare, un blocco può considerarsi legittimo, ma a delle condizioni, tra cui consentire il libero passaggio degli aiuti umanitari.  È soprattutto su questi criteri che il blocco israeliano ha sollevato dubbi da parte della comunità internazionale.

Anche la Corte Internazionale di Giustizia, nel 2024, si è espressa e ha chiarito che Israele non può rivendicare diritti di sovranità sui territori palestinesi occupati né sulle acque antistanti.

La vicenda della flottiglia riapre un dibattito annoso, dove coscienza politica e diritto si intrecciano, senza offrire risposte chiare.

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