Il corteo dello sciopero generale per solidarietà alla Global Sumud Flotilla che ha attraversato la capitale ha portato in piazza 300 mila persone. Un corteo non solo con sigle sindacali e bandiere di partito, ma soprattutto voci di lavoratori e lavoratrici che hanno deciso di aderire alla mobilitazione.
Il video con le parole dei lavoratori in sciopero generale
Tra loro anche un gruppo di dipendenti Feltrinelli, che spiegano a Lo Speciale le ragioni della protesta: “Abbiamo sostenuto fin dall’inizio la Global Summood Flottia e come lavoratrici e lavoratori ci sentiamo coinvolti su tutti i piani – racconta una manifestante –. Siamo qui per i nostri concittadini, per le nostre concittadine e per la popolazione palestinese”.
Alle accuse di chi lamenta disagi e al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha annunciato la precettazione dello sciopero, la risposta è netta: “Il diritto allo sciopero è sancito dalla Costituzione e noi stiamo seguendo le regole. Siamo convinti di stare dalla parte giusta. È il momento che il popolo si muova per dare un segnale forte, per i nostri figli e per i bambini che stanno morendo sotto le bombe”.
C’è consapevolezza che scioperare comporti difficoltà per i cittadini, ma per i manifestanti questo è parte del senso stesso della protesta: “Lo sciopero serve a creare disagio, altrimenti non avrebbe valore. E con un po’ di umanità i disagi si superano. In piazza ci unisce la fratellanza e la difesa dei diritti umani. Se il sindacato non si unisce su questo, non ha più senso”, aggiunge un insegnante.
Le parole contro Salvini sono dure: “Chiedere i danni al sindacato e parlare di illegittimità dello sciopero dimostra che non conosce i fondamenti della Costituzione. Noi non siamo d’accordo con il modo in cui il governo sta agendo. Basterebbe fermarsi dal fornire armi a Israele, che ogni giorno uccidono donne e bambini senza pietà”.
Il dissenso si trasforma in attacco politico soprattutto nei più giovani: “Salvini non ci rappresenta. Siamo stanchi della propaganda becera che fa sui corpi delle persone, di una destra che è soltanto propaganda e ipocrisia. Davanti alle morti non esistono bandiere né colori politici: è giusto manifestare contro un governo che consideriamo complice di ciò che sta accadendo in Palestina”. E l’ultima battuta, quando chiediamo un messaggio diretto per il ministro, è un grido secco non riportabile: “Salvini, vaf***”.
I leader e Landini contro Salvini
“Qualcuno intelligente dovrebbe essere orgoglioso di queste manifestazioni, perché difendono l’umanità, la solidarietà e l’onore del nostro Paese”, Maurizio Landini segretario generale della Cgil è durissimo contro Salvini.
Landini ha replicato anche al Garante degli scioperi, definendo di un livello molto basso la decisione di dichiarare illegittima la mobilitazione:“Chi sciopera perde salario, non si fa un ponte. Qui ci sono persone che faticano ad arrivare a fine mese e decidono comunque di rinunciare a una giornata di paga: è un gesto che merita rispetto, non ironie. Sono loro che pagano le tasse e tengono in piedi il Paese”, ha aggiunto contro le parole della premier Meloni.
“Salvini è un bullo col manganello che minaccia lavoratori e lavoratrici: giù le mani dal diritto di sciopero e dalla democrazia italiana” sono state invece dure parole di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana.
“Le minacce ai sindacati e ai cittadini sono indegne di un Paese civile – ha aggiunto – mentre Giorgia Meloni, con battute di pessimo gusto sul weekend lungo, manca di rispetto a chi perde un giorno di stipendio in un Paese in cui i salari sono fermi da trent’anni”.
Le uova contro il ministero
Durante il corteo i manifestanti sono passati proprio sotto la sede del Ministero dei Trasporti in piazza di Porta Pia, dove tra lancio di uovo contro la polizia e cori di insulto verso Salvini hanno continuato a farsi sentire. Tanti cori per la Palestina, per la Flotilla, ma tantissimi anche contro il governo dagli stessi organizzatori di USB e CGIL, con Landini che dal carro ha aizzato la folla “Governo complice del governo fascista dí Netanyahu”.
Domani rischio scontri altissimo
Una giornata di grandissima mobilitazione a Roma, conclusa con una passerella anche sull’A24 e con tutta la circolazione paralizzata. Si attende la risposta di Salvini che aveva promesso di chiedere i danni. Domani nuovo corteo nazionale da Piramide a San Giovanni con il pericolo forte di scontri a causa dei gruppi organizzati provenienti da tutta Italia.



