Sciopero generale, spallata al governo? Macché, è la solita giostra dei criceti…

venerdì, 3 Ottobre 2025
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Sciopero generale in appoggio a Gaza, i Pro Pal sono forse diventati il nuovo fronte sociale di opposizione al governo? Sono per caso l’avanguardia di un vasto movimento di protesta nel Paese?

In realtà, se di movimento vogliamo parlare, dobbiamo riferirci a quello che si svolge all’interno della giostra dei criceti: i topolini che corrono e corrono, ma per rimanere sempre nello stesso punto. È, in sostanza, la riproposizione dell’identico, sotto le forme più varie. Ieri erano i no global, poi sono venuti i pacifisti al tempo della guerra in Iraq, poi ancora le truppe leopardate Lgbt in appoggio ai primi tentativi di creare un movimento simil-woke anche in Italia, più recentemente hanno fatto irruzione gli eco teppisti di Ultima Generazione. Oggi il tema aggregante è Gaza. Domani chissà.

Insomma, cambiano i personaggi ma il copione è sempre lo stesso. Le ansie, le frustrazioni, le agitazioni, le inquietudini delle giovani generazioni e di vari segmenti socio-culturali si vanno a concentrare in uno stesso punto. E da lì parte un tormentone sociale, politico e mediatico che raggiunge vette anche altamente tonanti. Ma il frastuono dura solo per qualche tempo e poi tutto, misteriosamente, si accheta. Segue una fase di silenzio, durante la quale si preparano nuovi travestimenti e nuove coreografie. Sintomatico il caso di Greta Thunberg. Molti si erano chiesti, negli ultimi tempi, che fine avesse fatto. Ed eccola invece ricomparire a bordo di una barca della Flotilla, non più come paladina dell’eco- catastrofismo ma come eroina galleggiante della causa palestinese.

L’ex attivista green soffre, come sappiamo, della sindrome di Asperger, che è una forma (leggera) di autismo, caratterizzata, tra le altre cose, da comportamenti ossessivi e da una difficoltà di relazione interpersonale nonché dalla difficoltà a comprendere che non esiste solo il mondo delle proprie emozioni, ma che esistono anche le emozioni altrui. In questo la nostra Greta, oramai ventiduenne, rappresenta un’icona perfetta della generazione Z, quella degli attuali adolescenti e giovani che sono nati al varco del Millennio e nel primo decennio del 2000. Questa generazione, descritta dagli psicologi come estremamente fragile e insicura, soffre di una percezione alterata della realtà, nel senso che non afferra sempre (e in pieno) la distinzione tra reale e virtuale.

E questo senso di irrealtà lo ritroviamo appunto nello slogan «blocchiamo tutto» che accompagna lo sciopero generale di oggi. «Non lasciamoli soli. Ora tocca all’equipaggio di terra», ha gridato l’altra sera la portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, per incitare allo sciopero generale e alla mobilitazione pro Gaza. È come se non ci fosse più distinzione tra mare e terra. È come se gli equipaggi Pro Pal sulle imbarcazioni facessero corpo unico con gli attivisti che vorrebbero bloccare porti, aeroporti e stazioni ferroviarie sulla terra ferma.

C’è un che di surreale e iperbolico in tutto ciò. Cadono tutte le barriere tra realtà e fantasia, tra immaginario e concretezza, tra politico e fantapolitico. E del tutto astratto e fantastico è anche il manifesto della Cgil per lo sciopero di oggi, dove si parla di «aggressione alla Flotilla». Aggressione? Ma quando mai. Nessuno s’è fatto male. Gli attivisti sono stati accompagnati sulla terra ferma e verranno poi rimpatriati. Ma per i Pro Pal di casa nostra s’è trattato di un intenso momento rivoluzionario, di un’insurrezione simbolica più potente di una rivoluzione nella realtà.

Al dunque possiamo stare tranquilli. Ci troviamo solo di fronte a una coreografia ad alta suggestione che periodicamente si ripropone per rappresentare varie forme di malessere presenti nella nostra società. Certo, tutto ciò non consola i pendolari che si apprestano a vivere una giornata da incubo. È duro, per chi si guadagna il pane alzandosi tutti i giorni all’alba, non arrivare sul posto di lavoro, o arrivarci tardi e stremato. E tutto questo disagio a causa dell’ agitazione di rivoluzionari immaginari.

Non ci può essere alcuna scusante per i giovani attivisti, ancorché con la sindrome di Asperger. Ancora meno scusanti ci possono essere  per i vecchi marpioni come Maurizio Landini, che aspirano a fare del sindacato la punta di lancia di una nuova sinistra-sinistra. Il gioco di questi signori è assai scaltro e, se vogliano, anche un po’cinico. Ma anche qui non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Il leader della Cgil non fa che offrire alla sua parte politica di riferimento la consolazione della piazza dopo le delusioni della politica.  

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