Google cambia volto: arriva AI Mode, la nuova ricerca con l’intelligenza artificiale

giovedì, 9 Ottobre 2025
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L’intelligenza artificiale irrompe nella ricerca di Google. E, questa volta, lo fa sul serio. Dopo anni di piccoli ritocchi e aggiornamenti incrementali, il colosso di Mountain View rivoluziona il suo strumento simbolo: anche in Italia, arriva AI Mode, una nuova modalità di ricerca potenziata dall’intelligenza artificiale, capace di fornire risposte complesse e articolate a domande che fino a ieri sarebbero sembrate troppo personali o vaghe per un motore di ricerca. È un passaggio che segna un prima e un dopo per Google, e non solo sul piano tecnico.

Che cos’è AI Mode
Disponibile in una cinquantina di Paesi, AI Mode si presenta come un’opzione alternativa alla ricerca classica. Non è ancora la modalità predefinita, ma basta cliccare su una voce ben visibile («AI Mode», appunto) per attivarla. Una volta dentro, Google cambia volto: al posto dei consueti link blu, l’utente riceve risposte elaborate direttamente dall’intelligenza artificiale, che attinge in tempo reale ai miliardi di pagine del web indicizzate ogni giorno da Big G.
Il concetto è semplice: più le domande sono complesse, più il risultato dell’AI differisce da quello della ricerca tradizionale.
«Nei Paesi dove AI Mode è già attiva, stiamo osservando un comportamento nuovo da parte degli utenti», spiega al Corriere Nick Fox, senior vice president di Google con responsabilità sulla Ricerca. «Fanno domande due o tre volte più lunghe di prima. Oggi, scrivono cose come: Il motore della mia auto fa un rumore strano, più forte quando accelero. Cosa devo fare?». Un’interazione che assomiglia sempre più a quella che si avrebbe con un esperto, o con un chatbot.

Perché ora?
La mossa di Google arriva in un momento chiave. La Search, ancora oggi, rappresenta il cuore pulsante del modello di business dell’azienda: secondo i dati 2024, genera il 56% dei ricavi, pari a circa 198 miliardi di dollari su un totale di 350. Toccarla, quindi, non è mai una decisione banale.
«Il modo in cui le persone cercano sta cambiando», spiega Fox. «Usano sempre più dettagli personali. E interagiscono di più. Per questo abbiamo deciso di agire: ogni ondata di innovazione tecnologica è un’occasione da cavalcare, se vogliamo continuare a crescere».

La sfida (e l’opportunità)
AI Mode segna una svolta non solo per gli utenti, ma anche per Google stesso. Il motore di ricerca più usato al mondo si confronta con la sfida della disintermediazione: se l’AI risponde direttamente, che fine fanno i link? I clic? L’ecosistema di siti, editori, aziende? Per ora, Google sembra deciso a muoversi con cautela. Ma il messaggio è chiaro: l’intelligenza artificiale è qui per restare. E ridefinirà — ancora una volta — il nostro modo di cercare, informarsi e navigare online.

Vittorio Zenardi

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