Una mostra “evento”, che anche se fuori dai circuiti ufficiali internazionali, celebra due delle personalità artistiche inglesi, che più sono state conosciute ed apprezzate nel mondo, per la loro originalità creativa, due geni, uno della letteratura, Jane Austen, l’altro della pittura, William Turner.
Questa mostra nello Yorkshire, intitolata Austen and Turner: A Country House Encounter, ha attirato la mia attenzione e mi ha portato a riflettere su come, pur così tanto distanti e diverse, due grandi personalità possano lasciare un segno così indelebile sulla condizione della natura umana, attraverso una visione originale e personalissima, al limite della rottura con i canoni sociali della loro epoca… e diventandone poi un emblema!
È una mostra che fa incontrare due giganti del XIX secolo, che non si conobbero, ma che quest’anno sono accomunati da una data: i duecentocinquanta anni dalla loro nascita, avvenuta nel 1775. La scrittura di Jane Austen e la pittura di Turner non sembrano a prima vista legati da alcuna correlazione. Ma entrambi spiccano per una geniale unicità, lei per i suoi scritti e lui per i suoi dipinti. Furono “fenomeni” a sé stanti, unici e non facenti capo a nessuna scuola o moda del tempo.
Appartata nel cottege di Chawton, Jane condivide con i suoi lettori quei piccoli eventi quotidiani, scanditi da convenzioni sociali a volte ridicole ed esasperanti, che la sua scrittura limpida ed acutissima trasforma in una rassegna di verità universali, capaci di rivelarci con una incredibile e potente introspezione gli aspetti più bizzarri e curiosi dell’animo umano, e dimostrando una grande capacità di lettura psicologica dei suoi personaggi.

Turner con la sua pittura, rivoluziona l’arte del tempo. Il suo stile, irruente e innovativo ha una prodigiosa capacità di catturare la luce e di trasformare l’atmosfera dipingendo una realtà irreale e trasognata, mostrando una natura maestosa e drammatica, anticipando l’impressionismo e le future avanguardie pittoriche. E raccontando il tragico cambiamento del mondo, che cambia sotto i suoi occhi, con l’avvento delle nuove macchine e di una folle e disumana industrializzazione.
Scenari maestosi reinventano la pittura del paesaggio in un ribollire di energia e di sensazioni cromatiche, cangianti e vibranti. In questo incontro tra parole e colori, i due grandi e unici artisti inglesi, rivelano una identica maestria nel descrivere le dinamiche profonde della vita e della condizione umana. Trovo entusiasmante la scelta di mettere a confronto, con la realizzazione di una mostra, due artisti che a prima vista paiono tanto distanti e diversi ma aventi in comune un sottile e deciso atteggiamento critico per le loro epoche e per i loro contemporanei.



