Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato con toni di soddisfazione l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, sottolineando però che il merito dell’intesa va attribuito a chi ha condotto le trattative sul campo.
Gaza, Tajani risponde agli attivisti su accordo di pace
“Il merito del piano di pace per Gaza è di chi ha voluto raggiungere l’obiettivo: i negoziatori americani, del Qatar, egiziani e turchi che hanno convinto Hamas ad accettare la tregua, e gli Stati Uniti che hanno convinto Israele”, ha dichiarato durante una conferenza stampa a Roma ribadendo “Non è merito delle bandiere”.
Tajani ha poi voluto ridimensionare il ruolo delle proteste internazionali: “Legittime e spesso positive le manifestazioni, purché rispettino le regole, ma non credo che si sia raggiunta la tregua perché c’erano manifestazioni in Italia o altrove. Basta odio e basta violenza: non sono state le piazze a portare all’accordo tra Israele e Hamas.”
Nel corso della stessa conferenza, Tajani ha ribadito la disponibilità italiana a contribuire concretamente alla stabilizzazione dell’area. “È una possibilità concreta: possiamo inviare Carabinieri e truppe dell’Esercito. Abbiamo già i Carabinieri a Gerico per la formazione della Polizia dell’Autorità Nazionale Palestinese e possiamo offrire il nostro saper fare”, ha spiegato, confermando l’impegno espresso anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
Il ministro ha inoltre annunciato che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata invitata alla “grande cerimonia di firma ufficiale del cessate il fuoco”, in programma lunedì prossimo. “Sarà presente anche il nostro presidente del Consiglio, così mi ha detto ieri il ministro degli Esteri egiziano”, ha rivelato Tajani.
Trump ha i titoli per il Nobel per la Pace
Tajani ha poi colto l’occasione per sottolineare il ruolo avuto dall’ex presidente statunitense Donald Trump nella mediazione che ha portato alla tregua. “Aver raggiunto l’obiettivo del cessate il fuoco dopo oltre 700 giorni di guerra è un fatto storico. Indipendentemente dai giudizi politici, il risultato è oggettivo. Quindi i titoli per essere preso in considerazione per il Premio Nobel per la Pace li ha”, ha dichiarato il vicepremier.
Il ministro ha comunque riconosciuto la scelta del Comitato di Oslo di assegnare il Nobel 2025 a María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana: “È una donna coraggiosa che si è battuta per la libertà e la democrazia nel suo Paese. È giusto che le sia stato concesso il Premio Nobel: per noi la libertà resta la parola chiave.”
La crisi in Sudan e la “tregua olimpica”
Tajani ha poi allargato lo sguardo alle altre aree di crisi, denunciando il silenzio internazionale sulla guerra in Sudan. “C’è Gaza, c’è l’Ucraina, ma c’è anche il Sudan, dove ci sono decine di migliaia di morti di cui nessuno parla. Abbiamo il dovere di accendere i riflettori su questa tragedia e lavorare per una soluzione politica che porti alla pace e alla stabilità”, ha dichiarato.
Ricollegandosi alla proposta italiana di una “tregua olimpica” in occasione dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, il ministro ha ricordato come l’iniziativa abbia già ottenuto l’attenzione di diversi Paesi: “La Cina ha accolto la nostra proposta. L’obiettivo è fermare i conflitti durante i Giochi, e forse Pechino potrà esercitare pressione su Mosca per favorire una pausa nei combattimenti. Sarebbe un primo passo verso la pace.”
Concludendo, Tajani ha ribadito la linea del governo italiano: “Lavoriamo per la pace, in Medio Oriente come in Ucraina e in Africa. L’Italia vuole essere protagonista della diplomazia e della stabilità internazionale.”
