L’attrice americana si è spenta sabato 11 ottobre nella sua casa in California, come ha confermato il suo portavoce. Al momento non sono trapelate le cause del decesso: la famiglia ha chiesto privacy in questo momento.
Protagonista di film leggendari, Diane Keaton è forse l’attrice americana che è stata più esposta, autentica e vulnerabile di Hollywood — ed è forse proprio per questo che Woody Allen la scelse come sua musa. Un sodalizio destinato a lasciare un segno profondo. Insieme realizzano una serie di film indimenticabili — Provaci ancora Sam, Il dormiglione, Amore e guerra, Interiors — fino ad arrivare a due capolavori assoluti della storia del cinema: Io e Annie (1977) e Manhattan (1979). Il titolo originale di Io e Annie, Annie Hall, è un tributo al vero nome dell’attrice: Annie è Diane, con tutte le sue nevrosi, la sua ironia, la sua fragilità e uno stile inconfondibile. In quel ruolo, Keaton porta se stessa — il suo modo di essere, i suoi abiti, la sua personalità — trasformandoli in un’icona che supera lo schermo e che le valse l’Oscar come miglior attrice.
Tra le opere che hanno consacrato Diane Keaton come una leggenda di Hollywood ci sono anche Reds (1981), che le valse una nomination agli Oscar, e le commedie Baby Boom (1983 e 1987), che contribuirono a rafforzarne la popolarità. Negli anni Novanta prende parte a Il club delle prime mogli e a La stanza di Marvin — quest’ultimo le regala un’altra candidatura all’Oscar. Nel 2003 torna alla commedia romantica con Tutto può succedere, accanto a Jack Nicholson e sotto la regia di Nancy Meyers, mentre nel 2005 è protagonista de La neve nel cuore, film natalizio con Sarah Jessica Parker. Tra i suoi ruoli più recenti, spicca quello di Diane nella saga Book Club, uscita al cinema nel 2018 e nel 2023.
L’attrice ha anche lavorato come regista, dirigendo il documentario Heaven del 1987, Hanging Up del 2000 e un episodio di Twin Peaks. Nel 2021 ha recitato nel video musicale di Justin Bieber “Ghost”.



