Sarà Ema Stokholma a condurre le cerimonie di apertura e chiusura della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 15 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. La conduttrice, dj e artista poliedrica sarà sul palco della Sala Sinopoli mercoledì 15 ottobre alle ore 19, prima della proiezione del film inaugurale La vita va così di Riccardo Milani, e tornerà sabato 25 ottobre alle 17 nella Sala Petrassi per l’evento conclusivo e la premiazione.
Volto e voce della Rai, Ema Stokholma — pseudonimo di Morwenn Moguerou — è ormai una presenza familiare nel panorama dello spettacolo italiano. Nata a Romans-sur-Isère, in Francia, ha vissuto tra Londra, Parigi e Berlino prima di approdare in Italia, dove ha saputo coniugare la passione per la musica con una crescente curiosità per la narrazione e le arti visive.
Dopo essersi affermata come una delle dj più richieste d’Europa, Stokholma ha portato il suo stile fresco e ironico nei principali eventi musicali della Rai: dal Festival di Sanremo, raccontato in diretta dalla Glass Box dell’Ariston insieme a Gino Castaldo, ai Brit Awards e all’Eurovision Song Contest. Con Castaldo condivide anche il microfono di Back2Back su Rai Radio 2, programma cult dedicato alle nuove tendenze musicali e cinematografiche.
Negli ultimi anni ha ampliato il proprio raggio d’azione: autrice del romanzo autobiografico Per il mio bene (Harper Collins, vincitore del Premio Bancarella), nel 2021 ha debuttato come cantante con il singolo Ménage à trois, e più recentemente ha recitato nel film Un altro Ferragosto di Paolo Virzì e nella terza stagione di Vita da Carlo.
Oggi conduce con Luca Barbarossa Radio 2 Social Club, uno dei programmi più amati del palinsesto radiofonico nazionale, e coltiva una passione sempre più intensa per la pittura, condividendo sui social le sue tele dai colori forti e autobiografici.
La sua presenza alla Festa del Cinema di Roma suggella un percorso artistico eclettico e coerente, fatto di curiosità, talento e capacità di raccontarsi attraverso linguaggi diversi. Una scelta, quella degli organizzatori, che riflette lo spirito di una rassegna sempre più aperta alle contaminazioni tra cinema, musica e cultura pop contemporanea.
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