Nella giornata con l’approvazione del Documento programmatico di bilancio da parte del Consiglio dei Ministri, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha partecipato al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione organizzato da Coldiretti, lanciando un messaggio chiaro con una battuta che vuol dire più di tutto il suo discorso: “È andato tutto bene, Papa Leone ha fatto il miracolo”.
Manovra, Giorgetti il video dell’intervento al Forum di Coldiretti
“La manovra si inserisce in un contesto globale che sta cambiando profondamente: non si tratta solo di misure economiche, ma di un mutamento delle regole del gioco. Proprio oggi – ha ricordato Giorgetti – il Governo ha approvato il Documento programmatico di bilancio, che sarà inviato a Bruxelles entro domani 15 ottobre, un termine perentorio come si suol dire. Credo che la prospettiva delineata sia chiara: ci muoviamo in un quadro internazionale complesso, dove le scelte politiche devono tornare a prevalere sulla burocrazia.”
Il ministro ha sottolineato come l’Europa rischi di perdere terreno se continuerà a muoversi con un approccio “meramente burocratico”. “La differenza con altri modelli, come quello americano, è che lì ogni scelta nasce da una visione strategica, condivisibile o meno. Se invece la burocrazia diventa autoreferenziale e si disconnette dalla realtà, il rischio è altissimo”, ha avvertito.
Giorgetti ha rivendicato la solidità del percorso economico dell’Italia, che grazie alla stabilità politica e alla credibilità finanziaria può far sentire la propria voce in Europa: “La nostra forza deriva dall’aver mantenuto una rotta di sostenibilità dei conti pubblici. Quando si dimostra responsabilità, si può parlare con autorevolezza, non solo chiedere permesso”, ha osservato.
Nel suo intervento, il ministro ha elogiato il ruolo strategico dell’agroalimentare, ricordando i dati record dell’export: “Dieci anni fa valeva 37 miliardi. Oggi abbiamo superato i 70 miliardi. È il segno della forza del sistema agricolo e agroindustriale italiano, capace di reagire anche dopo la pandemia.”
Secondo Giorgetti, il 2025 rappresenta una svolta per l’economia mondiale: “Sta cambiando il sistema di regole che ha governato il commercio internazionale fin dagli accordi di Bretton Woods. Le nuove politiche protezionistiche, in particolare quelle statunitensi, creano distorsioni che penalizzano chi rispetta le regole.”
Il ministro ha difeso la necessità di un “nuovo equilibrio nel commercio globale” e ha ribadito che “non possiamo accettare che modelli fondati sul dumping spiazzino le nostre produzioni, basate su qualità e valori culturali.”
Sul fronte interno, Giorgetti ha annunciato che la manovra 2025 continuerà a sostenere i redditi e gli investimenti “senza mettere a rischio la sostenibilità dei conti”.
“Ogni euro speso in più oggi significa maggiori imposte domani. È una regola che deve guidare ogni scelta. Il Paese è tornato in avanzo primario: non creiamo nuovo debito per finanziare la spesa corrente, ma solo per coprire gli interessi su quello ereditato. È un principio non solo contabile, ma morale”, ha sottolineato.
Il ministro ha poi ricordato che, grazie alla riforma del cuneo fiscale e alla riduzione dell’Irpef, il Governo punta a rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, mentre sul fronte produttivo prosegue la riprogrammazione del PNRR e delle misure a sostegno dell’agricoltura. “Le risorse destinate al settore hanno raggiunto i 15 miliardi: un record assoluto.”
In chiusura del suo intervento, Giorgetti ha rilanciato un progetto avviato due anni fa: la valorizzazione del patrimonio fondiario pubblico. “Dopo due anni di lavoro con l’Agenzia del Demanio e la Cassa Depositi e Prestiti, siamo pronti a costituire un fondo dedicato ai terreni agricoli pubblici. È un esempio concreto di come le risorse pubbliche possano generare valore e opportunità per i giovani agricoltori.”
Prandini: “Serve una visione, non la burocrazia. L’Europa non può arretrare”
A parlare prima di lui era stato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, che ha espresso apprezzamento per l’impostazione prudente della Manovra, definendola un passo verso la pianificazione, non più solo verso l’emergenza: “Abbiamo accolto positivamente l’attenzione alla gestione del debito pubblico – ha spiegato – perché una gestione più oculata oggi significa meno interessi da pagare domani e più risorse per i settori produttivi.”
Ma Prandini ha anche lanciato un monito a Bruxelles e alla presidente Ursula von der Leyen: “Non accetteremo mai tagli alla Politica Agricola Comune. Delegare il cofinanziamento agli Stati significa smontare la PAC e creare disuguaglianze. L’Europa non può arretrare mentre Cina, India, Brasile e Stati Uniti investono sull’agricoltura come strumento geopolitico.”
Il leader di Coldiretti ha infine ribadito la centralità del cibo come sicurezza nazionale: “Difesa non è riarmo. Difesa è anche garantire la sicurezza alimentare, perché il cibo è la prima forma di tutela per la popolazione.”
La Manovra arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri nella giornata di venerdì, quando tutti i nodi e i confronti sulle varie anime della maggioranza verranno al pettine.
