Piazza Santi Apostoli torna a riempirsi, stavolta però non per un comizio elettorale, ma per difendere la libertà di stampa, dopo l’attentato al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci.
Su invito del Movimento 5 Stelle, il campo largo si ritrova in una piazza “senza bandiere” per stringersi intorno al cronista minacciato. Ma tra gli ombrelli e i flash dei fotografi, arriva anche la sorpresa: una delegazione di Fratelli d’Italia, con Giovanni Donzelli, Lucio Malan, Galeazzo Bignami e Augusta Montaruli, che rompe gli schemi e sposta la discussione sul terreno politico.
Manifestazione, Ranucci: “Non ci fermeranno. La libertà di stampa è la libertà di conoscere”
L’intervento più atteso è quello di Sigfrido Ranucci, accolto da un lungo applauso.
“Rischio di commuovermi – esordisce – sono abituato alle cose brutte, non troppo alle cose belle. La libertà di stampa non è una parola vuota: significa raccontare perché sei milioni di persone non riescono a curarsi, parlare dei poveri, dei disabili, di chi muore per difendere lo Stato”.
Poi la voce si fa ferma: “Io non so chi ha messo quell’ordigno davanti casa mia, ma se il tentativo era quello di zittire me e la mia squadra, ha sbagliato obiettivo. Se pensavano di fermare Report, otterranno l’effetto opposto”.
Ranucci ringrazia “i colleghi e i leader che hanno mostrato solidarietà, anche di governo”, e rivela: “Ho ricevuto telefonate di vicinanza da diversi membri dell’esecutivo, tra cui la premier Giorgia Meloni. Purtroppo, quando mi ha chiamato ero in questura e non le ho potuto rispondere, me ne sono scusato”.
Poi l’appello finale: “Diffidate dei politici che rispondono poco ai giornalisti. Si sta scivolando verso la delegittimazione della stampa e verso leggi che ne limitano la libertà. E questo vuol dire limitare la libertà di conoscere”. Il giornalista spiega “Anche oggi ho ricevuto due querele, ma alcuni del governo me le hanno ritirate. Sento che la democrazia non è in pericolo, quello della stampa non è un problema solo italiano”.
Conte e Schlein: “Solidarietà sì, ma servono atti concreti”
Giuseppe Conte spiega che “il M5S ha sentito il bisogno di dare un abbraccio collettivo a Ranucci, senza bandiere, in mezzo ai cittadini”. Poi aggiunge: “Faremo di tutto in Parlamento per difendere i giornalisti con la schiena dritta: approviamo la legge contro le querele temerarie e sblocchiamo la Commissione di Vigilanza Rai. Ma chi ha querelato Ranucci ritiri quelle azioni legali: la coerenza conta più della solidarietà di facciata”.
Elly Schlein rilancia: “Non basta la solidarietà. Servono fatti concreti. In questi anni il giornalismo d’inchiesta è stato ridimensionato nella tv pubblica e sono fioccate querele temerarie. Se davvero vogliono tutelare la libertà d’informazione, ritirino le querele e recepiscano la direttiva europea che protegge i giornalisti indipendenti”.
Da sinistra arriva anche la voce di Angelo Bonelli (Avs): “Basta delegittimare chi fa informazione. L’Italia è agli ultimi posti in Europa per libertà di stampa, e questo governo controlla troppo la comunicazione pubblica. Serve una riforma vera, non parole”.
Il “blitz” di Fratelli d’Italia: “Siamo qui per difendere la libertà, non per subirla”
A sorpresa, al fianco del palco compaiono anche Donzelli, Bignami, Malan e Montaruli. Arrivano da dietro il palco e si piazzano in un angolo a destra, quasi a segnare il loro posto anche nello spazio simbolico dell’emiciclo.
È lì che parte il botta e risposta con l’opposizione.
“Noi non avevamo alcun motivo per non esserci – dichiara Giovanni Donzelli –. L’appello era per chiunque voglia difendere la libertà di stampa, e noi siamo qui proprio per questo. Questo governo è il miglior presidio della libertà in Italia”.
Il deputato di Fratelli d’Italia aggiunge poi che “la legge non può stabilire a priori cosa sia una querela temeraria, è una decisione che spetta ai giudici”, aprendo comunque a un confronto “sereno” per migliorare la normativa vigente.
Galeazzo Bignami difende la posizione del partito: “Un conto è la solidarietà, un altro è il diritto di difesa. Come avvocato, ritengo che sia uno dei cardini dello Stato di diritto”.
Mentre Paolo Emilio Russo (Forza Italia), presente in rappresentanza del partito, sottolinea che “ogni forma di minaccia e intolleranza contro la stampa troverà sempre il muro della politica che sa unirsi per le cause giuste. Forza Italia è da sempre dalla parte dei giornalisti e della libertà di informazione”.
Una piazza spaccata ma simbolicamente condivisa
Mentre la pioggia bagna microfoni e cartelli, la piazza diventa metafora plastica della frattura politica: a destra la delegazione del governo, al centro il palco, a sinistra l’opposizione. Sotto un gazebo, intanto, Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli discutono di alleanze regionali tra un ombrello e l’altro. La politica non si ferma, neppure sotto il temporale. Ma la piazza di Santi Apostoli, per un giorno, riesce ancora a unire nel nome di un principio comune: la libertà di informare e di essere informati. Un abbraccio bipartisan al mondo dell’informazione e a Ranucci, in attesa delle prossime inchieste.
