Nelle sue comunicazioni l al Senato in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre, la premier Giorgia Meloni ha aperto rivendicando la solidità della manovra economica e i progressi ottenuti sul fronte della difesa e della credibilità internazionale dell’Italia.
Comunicazioni Meloni, il video con l’intervento della premier
“L’Italia ha già cominciato il percorso di rafforzamento della sua difesa, aderendo ai finanziamenti agevolati previsti da Safe, con l’assegnazione di 14,9 miliardi di euro, che ci consente – come dimostra la legge di bilancio – di rafforzare la nostra sicurezza senza distogliere un solo euro dalle altre priorità del governo”.
Meloni ha spiegato che è in corso “un attento lavoro di selezione dei progetti”, con particolare attenzione a “massimizzare lo sviluppo dell’industria della difesa nazionale e le ricadute occupazionali sull’Italia, così come allo sviluppo di strumenti dual use, con utilità tanto militare quanto civile”.
La premier ha ricordato inoltre “l’adozione del Regolamento EDIP (European Defence Industry Program), il programma europeo di sviluppo per l’industria della difesa che prevede un sostegno europeo di 1,5 miliardi di euro”.
“L’Italia – ha sottolineato – ha seguito con molta attenzione questo negoziato, riuscendo a ottenere che fosse mantenuto l’equilibrio tra la volontà di rafforzare l’autonomia strategica europea e la necessità di consentire alle nostre industrie della difesa di continuare a rifornirsi anche da altri mercati, per non creare divari competitivi con i partner europei”. Un’apertura fortemente politica, accolta dagli applausi della maggioranza, seguita dalla rivendicazione di un’Italia “tornata in Serie A grazie alla credibilità conquistata dal nostro Governo”.
Meloni ha sottolineato di aver mantenuto le promesse fatte agli elettori: “La storia recente ci ha dimostrato che non importa quante menzogne si raccontino, né di quali nefandezze ti si accusi. La maggioranza degli italiani riconosce il lavoro serio, la buonafede e i risultati. Finché quella maggioranza sarà con noi, andremo avanti con la testa alta e lo sguardo fiero”.
Trump e la pace in Medio Oriente
Meloni ha poi dedicato ampio spazio alla situazione in Medio Oriente, elogiando il presidente statunitense Donald Trump per le energie straordinarie dedicate a un indiscutibile successo diplomatico: “Ci troviamo di fronte a una prospettiva credibile di una pace giusta e duratura in Medio Oriente”, ha detto, sottolineando che la violazione del cessate il fuoco da parte di Hamas “dimostra ancora una volta chi sia il nemico principale dei palestinesi”, ma aggiungendo che “la nuova rappresaglia israeliana è una scelta che non condividiamo.Il piano del presidente Trump riconosce l’aspirazione all’autodeterminazione del popolo palestinese”.
Le parole della premier sono state accolte con un applauso convinto dei banchi della maggioranza.
Cisgiordania e politica dei fatti compiuti
“Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sulla Cisgiordania – ha proseguito Meloni – dove una politica dei fatti compiuti e la violenza dei coloni rischiano di compromettere le prospettive della statualità palestinese”.
Ha ribadito che l’Italia condanna “i piani di espansione degli insediamenti israeliani” e ritiene “inaccettabili le dichiarazioni violente di alcuni esponenti delle istituzioni israeliane”, annunciando il sostegno dell’Italia a misure restrittive europee individuali contro i responsabili.
Ucraina e il cinismo del Cremlino
Nel passaggio dedicato all’Ucraina, Meloni ha denunciato “il cinismo del Cremlino”, ricordando che “nemmeno i convogli umanitari delle Nazioni Unite sono stati risparmiati dai droni russi. Anche se la cosa, per ragioni a me oscure, non ha destato lo stesso moto di indignazione che abbiamo visto per altri scenari”.
Immigrazione e Piano Mattei: il modello italiano
Meloni ha quindi rivendicato la linea italiana in materia di immigrazione: “L’approccio dell’Italia, ispirato a fermezza contro i trafficanti, cooperazione con i Paesi di origine e transito, e gestione della migrazione legale, è ormai divenuto maggioritario in Europa”.
Ha ricordato che il Piano Mattei per l’Africa “è diventato un modello non solo per l’Unione europea ma anche per i singoli Stati membri”, citando la crescente attenzione della Commissione europea e della presidente Ursula von der Leyen per la “dimensione esterna” della politica migratoria.
Clima e Green Deal
Ampio spazio anche al capitolo ambientale. Meloni ha ribadito la necessità di “obiettivi realistici e compatibili con la sopravvivenza dei settori produttivi”, chiedendo una revisione del Green Deal europeo e una piena neutralità tecnologica nella legislazione climatica dell’UE. “Non può esistere solo l’elettrificazione per il futuro dell’auto o del trasporto pesante. Servono flessibilità e investimenti concreti”.
La premier ha proposto inoltre una clausola di revisione degli obiettivi climatici entro cinque anni e un maggiore impegno nel nuovo Quadro finanziario pluriennale, per sostenere le transizioni verde e digitale senza penalizzare la competitività industriale.
L’intervento si è concluso tra gli applausi della maggioranza e cori di “Italia, Italia” dai banchi del centrodestra.
