Un nuovo colpo di scena inaspettato tiene inchiodati tutti su uno dei casi di cronaca giudiziaria che sta facendo a distanza di anni purtroppo ancora discutere: il caso di Garlasco. E se su sulla morte di Chiara Poggi e sul vero responsabile si sta ancora restringendo il cerchio nonostante Alberto Stasi, il compagno sia ancora in carcere, ora spunta infatti fuori all’improvviso un super testimone che racconta per filo e per segno l’alibi di quel famoso scontrino del super teste Andrea Sempio e che ora rischia di far crollare come un castello di panna definitivamente uno dei punti decisivi della difesa del nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Ne sono convinti gli inquirenti pavesi che nelle ultime ore sono risaliti a una persona informata sui fatti ascoltata sul caso. L’anticipazione giunta al Corriere della Sera riporterebbe una verità ancora celata sul biglietto del parcheggio di Vigevano, datato 13 agosto 2007, fornito un anno dopo il delitto esattamente il 4 ottobre del 2008 ai carabinieri di Vigevano dall’amico del fratello della vittima, quando Sempio fu interrogato per la seconda volta. Un biglietto che nella prima indagine di Pavia su Sempio del 2017 è ora al centro di un’inchiesta della procura di Brescia che vede l’ex aggiunto Mario Venditti indagato per corruzione ed era stato uno dei punti cardine della archiviazione firmata dal gip Fabio Lambertucci. Il ticket pagato alle dieci del mattino circa del giorno del delitto è stato da subito valorizzato non come un alibi ma come un elemento sospetto, questo il dubbio nella nuova inchiesta dei Pm di Pavia. Prima la scoperta che la consegna era avvenuta in modo ìanomalo rispetto a quanto non messo a verbale dai carabinieri di Vigevano nel 2008, nel documento si dà atto della «consegna» senza interrompere l’interrogatorio. Successivamente desto scalpore il caso della madre di Sempio che ad aprile scorso ebbe un malore mentre veniva sentita nella caserma del nucleo investigativo di Milano proprio in concomitanza con le domande sul ticket e sulla sua amicizia con un vigile del fuoco di Vigevano. Vero o no, cronaca o fiction, si continua ad esaminare ogni minimo dettaglio che in quella casa, in quel luogo e tra familiari e amici legati alla vittima può far venire alla luce un particolare importante e decisivo per la svolta delle indagini di un caso che da 18 lunghi anni tiene ancora l’opinione comune, i media e gli afecionados di cronaca giudiziaria ancora con il fiato sospeso.
Garlasco, colpo di scena su Sempio
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