Matteo Salvini torna a parlare del Ponte sullo Stretto e della prossima legge di bilancio, nel corso dell’evento organizzato da Libero Quotidiano all’Ara Pacis di Roma, dal titolo “Le rotte dell’energia e del commercio nel nuovo ordine mondiale”. Intervistato dal direttore Mario Sechi, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha delineato le priorità del suo dicastero, tra grandi opere, investimenti e rapporti con l’Europa.
Ponte sullo stretto, Salvini promette l’okay nei prossimi giorni
Sul Ponte, Salvini ha confermato: “È atteso a giorni l’ultimo passaggio alla Corte dei conti. Se ci sarà l’ok, conto che entro l’anno ci saranno i cantieri aperti. Le interlocuzioni con Bruxelles sono costanti”, aggiungendo che l’ultimo passaggio alla Corte dei conti “avverrà nei prossimi giorni”.
“Entro il 2025 si potrà procedere con l’apertura dei cantieri – ha spiegato –. Avevo promesso l’avvio entro l’estate, ma le società coinvolte hanno voluto effettuare ulteriori verifiche. Dopo 160 anni di attesa non sono un problema quattro mesi in più o in meno”.
Per il leader della Lega si tratta di un’opera “che unirà davvero l’Italia, completando uno dei grandi corridoi europei che parte da Palermo e arriva fino a Helsinki. Le due torri del Ponte raggiungeranno i 400 metri di altezza, e il collegamento permetterà al treno di viaggiare senza interruzioni. Le opposizioni ambientaliste non hanno senso: grazie al Ponte si ridurranno i consumi e le emissioni di CO₂ di circa 250 mila tonnellate”.
Salvini ha evidenziato anche l’impatto economico e occupazionale dell’infrastruttura: “Il Ponte sarà un acceleratore di crescita, con effetti positivi sulle opere accompagnatorie, sulla ricerca e sull’innovazione. Creerà migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti e avrà benefici concreti anche per l’indotto turistico”.
Salvini ha poi lanciato un messaggio chiaro anche alla maggioranza, in particolare Forza Italia: “Abbiamo 16 autorità portuali e stiamo preparando una legge per la riforma della loro governance. Ma ho nomine di parecchi presidenti di porto ferme in commissione al Senato da mesi, per scelta politica di uno dei partiti della maggioranza. Essere attaccati dalle opposizioni ci sta, ma essere bloccati da chi non è all’opposizione ci sta di meno. E siccome la pazienza ha un termine, il mio si è esaurito”.
Sulla manovra tuona contro le banche: “Smettano di lamentarsi”
Durante l’incontro, Salvini ha anche toccato il tema della manovra economica, rivolgendo una stoccata al sistema bancario: “Più le banche si lamentano, più presentiamo emendamenti. Ogni lamento equivale all’1% di Irap in più. Non voglio sentire lamentele. Lo spread a 79 non serve solo a Giorgetti ma anche a loro”.
Il ministro ha ricordato gli utili record del settore: “Quest’anno Unicredit e Intesa Sanpaolo chiuderanno con 20 miliardi di utile, buon per loro, e l’intero sistema con oltre 50 miliardi. Non penso che rovinerò il cenone di Natale a Orcel e Messina se invece di 51 miliardi chiuderanno a 44”.
