Tante belle parole, giri di tavolo strette di mano ma poi nessun accordo. E se il balletto diplomatico tra Usa e Russia vorrebbe arrivare ad un epilogo, si sa che per andare d’accordo bisogna essere in due e dimostrarlo con i fatti. E qui ci sono state tante parole ma i fatti sono pochi o nulli o tardano ad arrivare. Questo in sintesi l’atteggiamento della Casa Bianca nei confronti della Russia di Putin che non accenna a chiudere una guerra e a trovare un accordo sulla questione Ucraina. E allora il Tycoon usa il pugno duro e colpisce il petrolio russo dando il via libera alle sanzioni. Il dipartimento del tesoro a stelle e strisce mette nel mirino i due giganti del petrolio russo Rosneft e Lukoil per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina. ”Ogni volta che parlo con Vladimir ho una buona conversazione, e poi non si approda a nulla”, ma è il momento di fare un accordo sulla guerra in Ucraina”. Così Trump motiva la sua decisione di sanzionare ancora una volta la Russia di Putin. Il presidente Usa ha infatti dato il suo via libera a un ulteriore giro di vite all’economia di Mosca. Ad essere colpite dalle sanzioni le due più grandi compagnie petrolifere russe e la borsa sta già sobbalzando. La speranza è quella che con le sanzioni Putin diventi più ragionevole. E con lui anche Zelensky. Sono questi i due più grandi auspici del presidente americano che ha ribadito di fronte al segretario generale della Nato Mark Rutte, in visita a Washington, il suo impegno per risolvere la guerra in Ucraina. Un conflitto che si pensava forse più facile del Medio Oriente ma le distanze tra Stati Uniti e Russia sul destino dell’Ucraina rimangono, per questo Trump ha annullato l’incontro a Budapest con Putin, promettendo che un bilaterale prima o poi si farà: “Lo avremo in futuro”. L’inquilino della Casa Bianca spera di trovare una sponda in Cina: “Parlerò con Xi Jinping di come mettere fine alla guerra in Ucraina. Credo che sarà molto ricettivo. Ha una grande influenza su Putin”. E intanto l’Ue plaude l’operato di Trump e la compattezza dei 27 paesi del Vecchio Continente davanti alla Russia è una realtà. Da Bruxelles stamane giunge la conferma: c’è il via libera formale dell’ Ue al diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. La procedura scritta, a quanto si apprende dalla presidenza danese dell’Ue, si è conclusa senza alcuna obiezione.Le nuove sanzioni vanno a colpire l’export di Gnl russo, fulcro delle nuove misure Ue.

