Una laboriosità, un ingegno e un’arte dell’accoglienza celebrata quotidianamente nella maniera più raffinata.
Il Gruppo The Begin Hotels ha festeggiato le sue prime dieci primavere guardando al futuro dell’ospitalità sartoriale e al lusso inclusivo, grazie alla lungimiranza dell’imprenditore e fondatore visionario Guido Guidi che ha coronato questo importante traguardo ad Ancona nella sua suggestiva struttura Seebay di Portonovo alla presenza del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del Sindaco di Ancona Daniele Silvetti, del viceprefetto Francesco Piccolo e del Rettore della Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori.
Lo Speciale Giornale ha raggiunto Guido Guidi in occasione dell’happening per un’intervista esclusiva.
Come si arriva a creare dieci prestigiosi hotel in un lasso temporale così esiguo?
Sicuramente con grande impegno, passione e coinvolgimento del proprio gruppo di lavoro, con costanza, con amore di ciò che si fa e nella lungimiranza di consegnare ciò che si promette e di portare a termine il proprio operato, questo è un grande approccio etico che abbiamo in The Begin. Poi naturalmente bisogna fare i passi giusti ed essere supportati da un sistema di stakeholders.
Questa sera sono con lei le più importanti istituzioni marchigiane, il Presidente Acquaroli ed il Sindaco di Ancona, Silvetti, in questi anni del suo operato si è sentito supportato nello sviluppo del territorio?
L’importante è creare un dialogo costruttivo con le istituzioni, io sono dell’idea che dal dialogo possano nascere nuovi percorsi e nuove visioni. Indubbiamente c’è uno scostamento tra quella che è l’iniziativa imprenditoriale e ciò che è di interesse pubblico. Il problema è che nel mondo della promozione che è demandata alle Regioni non c’è una vera e propria strategia soprattutto perché le strategie di marketing territoriale e di promozione turistica devono perdurare nel tempo, invece nel cambio di tanti mandati questo indirizzo cambia e anche l’approccio. Credo che sia necessario essere molto coerenti, comunicare ciò che realmente si può offrire. Ad esempio la nostra è una terra di dolcezza, di calma, di equilibrio dove si può entrare in contatto con la natura, non è una terra da proporre ai giovani, ma è un luogo che può darti tranquillità. Il nostro è un turismo dolce, quindi bisogna focalizzare l’attività cercando il proprio target, mentre alle volte l’indirizzo politico approccia al mondo della promozione quasi come una volontà di fare propaganda, ciò non è nell’interesse del nostro attuale Presidente e spero che possa indirizzare la promozione verso quei mercati che apprezzano il nostro territorio. Credo che al di là della promozione l’impegno istituzionale sia quello della creazione della rete perché i luoghi funzionano se c’è una rete e se l’Istituzione riesce a stimolare l’interesse verso i giovani, verso nuovi servizi e nuove attività cercando di far capire che il turismo è fonte di divertimento e un potenziale e che la nostra è una terra che può regalare tante emozioni. La tassa di soggiorno dovrebbe essere utilizzata realmente ai fini di promozione turistica o di riqualificazione dei percorsi turistici. Le Istituzioni devono creare dialogo, connessioni con gli operatori nell’interesse di tutti. La più grave mancanza a livello nazionale è la formazione, una volta avevamo in Italia le più importanti scuole di hotellerie, oggi bisogna andare in Svizzera, è un grande peccato.
Sta aprendo una nuova struttura a cinque stelle a Catania, può descrivercela?
Mi innamoro dei luoghi, delle mura, della storia che le pareti riescono a raccontare. Ho sempre amato la Sicilia orientale, in modo particolare lo stile barocco che rivedo nella Puglia, su Lecce, sul Salento, c’è un fil rouge che unisce questi luoghi. Cercavo una struttura su Ortigia, un territorio che ha una poesia, una storia notevole, poi per caso ho incontrato i signori Del Grado, il cui palazzo è stato comperato dalla famiglia Proto, amante dei luoghi storici, in un percorso di protezione da parte loro di grandi edifici storici. Sebbene guardassi un altro edificio, mi sono innamorato subito di questa dimora.
Qual è la scelta che fa nell’acquisizione di una nuova proprietà?
Nasce dal cuore, dalla visione, dal potenziale che la struttura può offrire, se avviene ciò si riesce a trasferire commercialmente e a livello comunicativo, ma se manca questo passaggio e non si riesce a stimolare i collaboratori diventa impossibile, bisogna ancora credere nella poesia che è ciò che riesce a creare dei sogni, a volte i sogni possono diventare realtà.
Attualmente possiede dieci hotel che richiamano nel nome i fiori, come nasce questo connubio tra hotellerie e il mondo floreale?
Il nostro logo è una farfalla e la farfalla normalmente si posa su dei fiori, ognuno dei quali ha una bellezza e un carattere unico, crediamo che questi possano rappresentare l’anima e l’originalità di ogni singola struttura, passiamo dalla calla per l’Hotel Continentale di Trieste, al papavero che è il più irriverente della collezione con l’hotel Modernist, ma uniti tra di loro rappresentano un bouquet armonioso e perfetto.
Di seguito l’intervista video:



