Il governo non si ferma sul Ponte sullo Stretto. Dopo la decisione della Corte dei Conti di non ammettere al visto la delibera Cipess sull’opera, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha riunito a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni, l’altro vicepremier Antonio Tajani e l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, per fare il punto della situazione.
Ponte sullo stretto, il video con le parole di Salvini dopo lo stop
Al termine dell’incontro, Salvini ha ribadito con fermezza la linea dell’esecutivo in un punto stampa, con un fiume con i cronisti davanti Palazzo Chigi: “Andiamo avanti. Aspettiamo di leggere i rilievi, a cui siamo certi di poter rispondere punto su punto. Poi partiamo col cantiere. In legge di Bilancio lavoreremo per mettere in sicurezza tutti i fondi già stanziati”. Il ministro ha spiegato che informerà il Consiglio dei ministri “già nella prossima riunione utile” e che “non ci sarà nessuna forzatura”, sottolineando come l’intero iter proseguirà “nel rispetto dei poteri di tutti, da Bruxelles alla Corte dei Conti”.
“Il Ponte sullo Stretto è il più studiato e analizzato al mondo, ancor prima che parta – ha aggiunto Salvini –. Il modello di costruzione è stato preso come riferimento in Turchia, Giappone, Cina e Stati Uniti. Che l’ingegneria italiana possa esprimersi nel resto del mondo ma non in Italia è qualcosa di impensabile”.
Il ministro ha poi ringraziato la premier Meloni e il vicepremier Tajani “per il mandato chiaro ad andare avanti” e ha respinto ogni accusa di scontro istituzionale: “Senza nessuno scontro tra poteri dello Stato, daremo tutte le informazioni che ci vengono richieste. Ci sto lavorando da tre anni e ci lavorerò per altri tre anni e due mesi: poi, con sette anni, l’Italia avrà un’opera unica al mondo. È un secolo che se ne parla: per me il tempo è denaro, ma voglio rispettare tutte le prescrizioni e le riflessioni”.
Infine, Salvini ha replicato a chi ipotizzava un legame tra lo stop della Corte e la riforma della giustizia appena approvata: “Non voglio pensare che qualcuno si vendichi contro siciliani e calabresi per una riforma votata dal Parlamento. Non penso che la Corte dei Conti abbia bocciato il progetto all’unanimità: ci saranno persone contrarie e altre favorevoli. Se qualcuno è pregiudizialmente ostile perché non vuole il Ponte, non so che farci. Conto che saremo convincenti.
Le reazioni dell’opposizione
Il fronte delle opposizioni si è compattato contro la linea del governo, accusando Salvini e la maggioranza di ostinazione e di mancanza di rispetto verso i controllori istituzionali.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato duramente il ministro: “Prendono schiaffi su ogni progetto. Dovrebbero guardarsi allo specchio e riconoscere la loro incapacità. E dovrebbero soprattutto rispettare i controllori indipendenti. Salvini va avanti? Non mi sorprende”.
Anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha espresso forte preoccupazione: “La Costituzione è fatta di pesi e contrappesi a tutela dei cittadini. La Corte dei Conti serve a controllare che chi governa usi bene i soldi degli italiani. Non è possibile che il governo delegittimi ogni giorno chi è chiamato a controllarlo. Non sanno scrivere le leggi ma non vogliono che qualcuno li controlli”. Schlein ha ricordato anche “la bocciatura del ddl sull’Autonomia differenziata e il fallimento dei centri in Albania”, definendo il Ponte “l’ennesimo simbolo di incompetenza”.
Durissimo Angelo Bonelli (Alleanza Verdi Sinistra), che ha parlato di “magna magna e regalo ai privati” sventolando un documento che dimostrerebbe come il progetto sia già stato bocciato in passato: “Questo progetto è vecchio di 30 anni ed è già stato bocciato. Se il governo andrà avanti a prescindere dall’illegittimità della delibera Cipess, c’è un problema grave nel Paese. L’unica ingerenza è quella di Meloni contro la Costituzione. Andrò personalmente alla Corte di Giustizia europea e siamo sicuri che vinceremo”.
Bonelli ha poi rincarato la dose: “Altro che monopattini, con Salvini ministro degli italiani si va a piedi. I treni si fermano, i ritardi sono stratosferici, e in molte regioni del Sud si viaggia ancora sulla littorina. Per percorrere i 368 chilometri da Trapani a Siracusa servono quasi 14 ore: questo è il simbolo del nostro arretramento. Salvini è il simbolo dell’inadeguatezza al governo del Paese”.
Barelli scatena scintille in maggioranza
Nel centrodestra, qualche scintilla si è registrata dopo le parole di Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia, che ha commentato: “Fantasia e voli pindarici parlare di un collegamento fra la riforma della giustizia e lo stop della Corte dei Conti sul Ponte”. Una frase che ha fatto storcere il naso a Fratelli d’Italia. Barelli ha poi precisato: “Sono rimasto anche io sorpreso dalla tempistica della decisione, avvenuta un giorno prima del voto sulla riforma della giustizia. Ma il flash mob della premier non c’entra: era stato organizzato prima”.
A difendere la linea di governo è intervenuto Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, che ha attaccato la decisione della Corte: “La scelta resta per noi incomprensibile. La Corte farà il suo lavoro, ma questa volta lo ha fatto male. Il Ponte è un’opera strategica e serve leale collaborazione tra istituzioni. Bloccare un’infrastruttura fondamentale significa danneggiare il Paese. Il fattore tempo è decisivo per la crescita, e troppi ostacoli burocratici frenano l’Italia. Nessuna delegittimazione, ma solo la volontà di ribadire a chi spetta guidare lo sviluppo. Il fine è uno solo: il bene comune”.
Sulla vicenda è intervenuto anche Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, che ha definito “spudorata” la decisione della Corte dei Conti: “Non c’è ombra di dubbio che sia un’invasione di campo. Fermare un’opera infrastrutturale così importante perché non si vuole cliccare su un link credo che sia un po’ forzato, o stabilire che i documenti debbano essere inviati per forza in forma cartacea. Mi sembra una chiara e spudorata forzatura”.
Donzelli ha poi precisato che “il ruolo della Corte è controllare, non impedire”, aggiungendo che “fra i rilievi sollevati c’era anche un link: ai tempi di oggi, alla Corte dei Conti, che dovrebbe invitare al risparmio, si deve mandare tutto cartaceo e non si può cliccare su un link. Ai rilievi sono state date tutte le risposte esaustive e dettagliate”.



