Le autorità del Nepal hanno confermato il decesso di due alpinisti italiani, Alessandro Caputo e Stefano Farronato, sono morti travolti da una valanga che ha colpito il campo base dello Yalung Ri, a 5.630 metri di quota, nella valle di Rolwaling, nel distretto di Dolakha. La notizia è stata confermata da una nota del Ministero degli Esteri, che ha espresso cordoglio alle famiglie e ha attivato immediatamente il Consolato Generale a Calcutta, in contatto con il Consolato Onorario a Kathmandu.
Nepal morti due alpinisti italiani, una valanga violenta li ha sorpresi
Secondo le prime ricostruzioni, la tragedia sarebbe avvenuta mentre i due connazionali si preparavano alla scalata del picco Panbari, quando una violenta valanga ha investito il campo dopo una serie di intense nevicate che avevano già reso instabili i versanti himalayani. Caputo, 28 anni, originario di Milano, era un giovane maestro di sci a Saint Moritz e studente di Giurisprudenza. Farronato, 50 anni, vicentino, era un esperto alpinista con alle spalle diciotto spedizioni sull’Himalaya.
A lanciare l’allarme è stato un altro italiano, Valter Perlino, 63 anni, piemontese di Pinerolo, che si è salvato solo per un caso: un improvviso malore gli aveva impedito di partecipare alla salita. Le sue segnalazioni hanno consentito ai soccorritori nepalesi di individuare l’area colpita dalla slavina.
Si teme per altri sei italiani
Le autorità locali segnalano anche altri cinque o sei italiani in varie zone del Nepal di cui non si hanno al momento notizie certe. Nella zona dello Yalung Ri manca ancora all’appello un connazionale. Le ricerche proseguono senza sosta nonostante le condizioni meteo estreme, con il supporto delle squadre di soccorso locali e l’assistenza diplomatica italiana.
La Farnesina ha confermato di seguire “con la massima attenzione” l’evoluzione della situazione, mantenendo contatti costanti con le autorità nepalesi e con i familiari degli alpinisti coinvolti Ancora una volta, l’Himalaya mostra il suo volto più duro, quello che non perdona nemmeno agli scalatori più esperti e preparati.



