Una legge per mettere fine all’“atto dovuto” che troppo spesso trasforma le forze dell’ordine in indagati, questa è la proposta di Fratelli d’Italia che mira a modificare l’articolo 335 del codice di procedura penale, introducendo un periodo di sette giorni in cui il pubblico ministero possa verificare l’esistenza di cause di giustificazione — come la legittima difesa o l’adempimento del dovere — prima di procedere all’iscrizione nel registro degli indagati.
Giustizia, la proposta contro l’atto dovuto contro le Forze dell’Ordine
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha spiegato che l’obiettivo è restituire dignità e serenità a chi serve lo Stato: “Il caso del carabiniere di Rimini, costretto a sparare per fermare un uomo che aveva già ferito quattro persone, dimostra quanto sia assurdo parlare di atto dovuto. Quell’iscrizione è stata un atto voluto. Con questa legge vogliamo eliminare quella formula che umilia e mortifica chi ci difende. Il pubblico ministero avrà sette giorni per verificare se il fatto è giustificato prima di aprire un’indagine formale. Basta gogna mediatica e calvari giudiziari per chi agisce correttamente.”
Dello stesso tono Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito: “Quando un uomo o una donna in divisa difende la sicurezza dei cittadini, lo Stato deve sapere da che parte stare: sempre dalla parte di chi difende i cittadini. Se la legge è un ostacolo, allora cambiamola. Non vogliamo più vedere spacciatori liberi dopo poche ore e poliziotti con la vita rovinata da anni di inchieste. La nostra visione è chiara: lo Stato difende chi serve lo Stato”, poi spiega a margine “È una proposta di legge pertanto ascolteremo tutti, noi sappiamo da che parte stare vedremo gli altri”.
A sottolineare la coerenza dell’iniziativa con le politiche di governo è stato il senatore Alberto Balboni, responsabile del Dipartimento Sicurezza di Fratelli d’Italia: “Questa proposta si inserisce nel percorso che portiamo avanti da tre anni per tutelare le Forze dell’ordine. Ricordo il decreto Sicurezza, che prevede 10.000 euro per ogni fase del processo a favore degli agenti coinvolti in procedimenti penali di servizio, e l’inasprimento delle pene per chi li aggredisce o li insulta. Non c’è libertà senza sicurezza: e chi garantisce la sicurezza deve ricevere rispetto, tutela e riconoscimento”.
Testimonianza diretta arriva invece dal senatore Giovanni Maiorano, con 28 anni di servizio nelle Forze dell’ordine alle spalle: “Chi lavora in strada conosce la paura dell’‘atto dovuto’. È la paura di agire, di difendere se stessi e i cittadini, e poi doversi difendere in tribunale. Ho visto colleghi sospesi dal servizio, famiglie rovinate, vite travolte per un automatismo burocratico. Questa legge è un atto di giustizia e di rispetto. Dobbiamo garantire serenità a chi tutela la nostra libertà e dire chiaramente che lo Stato è dalla loro parte”.
Infine, il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha evidenziato il carattere aperto e costruttivo della proposta: “Il testo non è chiuso, ma aperto al contributo dei sindacati e di chi opera ogni giorno sul campo. Vogliamo affinare il provvedimento per renderlo sempre più preciso, accogliendo ogni suggerimento utile. Non ci sono lacune o contraddizioni, ma siamo pronti a migliorarlo con chiunque voglia portare un apporto costruttivo”.
Con questa proposta, Fratelli d’Italia intende dunque segnare una svolta nel rapporto tra giustizia e sicurezza, ponendo fine a una prassi che spesso ha messo sullo stesso piano chi difende lo Stato e chi lo minaccia. L’obiettivo è uno solo: garantire che, davanti alla legge, chi agisce per proteggere i cittadini non debba più subire l’onta di essere trattato come un colpevole. Un ennesimo passaggio della riforma della giustizia, su cui già l’opposizione ha mosso le prime critiche.



