L’aiuto che aiuta, la liberazione dalla povertà non ha confini. Lo Speciale ha intercettato il presidente di Elettrici senza Frontiere Italia Vittorio Vagliasindi, associazione che opera da anni per migliorare le condizioni di vita dei paesi in via di sviluppo, portando l’energia elettrica, attraverso le rinnovabili.
L’associazione è reduce da un incontro pubblico, svoltosi a Roma e il presidente ha tracciato con noi il suo bilancio. Ecco le sue parole.
A una settimana dall’incontro pubblico “Insieme per dare Energia allo Sviluppo”, dove si sono riuniti tutti protagonisti che collaborano e interagiscono con voi, qual é la sua valutazione complessiva? E poi, quali elementi significativi sono emersi dalla tavola rotonda dedicata alle sfide del prossimo decennio?
“Noi siamo una piccola organizzazione, nata 10 anni fa, quindi molto giovane. In questi anni di attività, in particolare negli ultimi cinque – nel periodo post Covid – abbiamo dimostrato di essere capaci di portare a termine molti progetti. É importante fare le cose e dimostrare di saperle fare. Questo é stato il motivo principale del convegno. Se noi vogliamo crescere abbiamo bisogno, ovviamente, di finanziamenti. Fino ad ora ci hanno finanziato le aziende elettriche. Attualmente, facciamo progetti piccoli ma se vogliamo espandere il campo e farci conoscere anche dalle altre aziende elettriche, é importante insistere su questa strada. Perciò abbiamo invitato all’incontro, ad esempio, “Elettricità futura”, un’associazione che raccoglie il 70% di aziende del settore elettrico. Dando anche voce alla comunicazione, ci rivolgiamo anche a tutti coloro che desiderano sostenerci. Alla tavola rotonda sono state presenti tre aziende molto importanti per noi, come BTcino, Enel ed ERG. ERG è focalizzata nella circolarità e mette a disposizione anche pannelli usati ancora in buono stato, che possono essere riutilizzati; BTcino si occupa della costruzione di interruttori, quadri elettrici, e finora ci ha regalato componenti elettromeccaniche. Enel, infine, ha messo a disposizione la sua professionalità elevatissima. Ma è indispensabile coinvolgere molte più aziende. L’associazione inoltre, partecipa al network europeo ed è affiliata anche alla rete americana. Attualmente, i nostri confratelli americani, si stanno dedicando a un grande progetto volto a fornire l’elettricità agli indigeni americani. Pensando agli Stati Uniti, nella patria della modernità c’è una verità che nessuno si aspetta: che ci sia ancora gente senza luce. Ciò per avvalorare il nostro lavoro ovunque, anche se in linea di principio, lavoriamo nei e per i paesi sottosviluppati, sostanzialmente Africa e Sud America”.
Qual é lo stato dell’arte dell’associazione? Quali sono i risultati più rilevanti ottenuti finora e quali, invece, sono le priorità e i progetti fondamentali per il futuro?
“Solo due giorni fa, abbiamo completato un progetto in Uganda; é stata fornita la luce ad una scuola collocata nell’isola Koome. É stata un’associazione cattolica a costruire questa scuola e ci ha chiesto di elettrificarla, cosa che noi abbiamo fatto. Questo é il 20esimo progetto che abbiamo realizzato in questi ultimi cinque anni e per noi é motivo di grande soddisfazione. Abbiamo anche una serie di progetti in pipeline in Brasile, Uganda, Madagascar, in Kenya e Perù. In definitiva, le zone in cui ci siamo focalizzati negli ultimi anni sono l’America Centrale e l’Africa Sud Orientale. Ci rivolgiamo a nazioni in cui vi sono situazioni particolari. Il canale che utilizziamo principalmente sono le associazioni cattoliche, un pò perché la Cisl, che é anche l’altro pilastro fondamentale di questa associazione, é legata in maniera profonda a tantissime organizzazioni cattoliche. Il mondo cattolico é un canale di richieste che cerchiamo di soddisfare il più possibile. Ci ha dato lo spunto su tutti i progetti su cui abbiamo lavorato e anche su quelli futuri, a cui lavoreremo”.

Che tipo di appello intendete rivolgere alle istituzioni? Di quali supporti avete maggiormente bisogno per massimizzare e potenziare l’impatto delle vostre iniziative?
“Noi operiamo in maniera abbastanza semplice e lineare. Di recente ci siamo iscritti al registro delle associazioni senza scopo di lucro del Ministero del lavoro e, se possibile, parteciperemo a dei bandi. L’appello principale che vogliamo rivolgere é rivolto alle aziende elettriche per avere il loro contributo e anche ai singoli cittadini che si vorranno iscrivere alla nostra associazione dando un piccolo aiuto. Se si é in tanti pure ogni piccolo contributo che fa rete è importante”.



