Il futuro dell’ex Ilva torna al centro dell’agenda del governo. Dopo il vertice di ieri a Palazzo Chigi, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha chiarito che la nuova fase aperta sul sito di Taranto non prevede alcun incremento della cassa integrazione. Al contrario, il piano punta a rafforzare la formazione dei lavoratori in vista dell’introduzione delle tecnologie green. Le sue parole raccolte da Lo Speciale a margine del Forum Space&Blue.
Ex Ilva, il video con le parole di Urso
“Abbiamo illustrato con estrema chiarezza che si è dato avvio a una fase di formazione dei nostri lavoratori ai fini anche del migliore utilizzo delle nuove tecnologie green e non è previsto alcun aumento della cassa integrazione”, ha spiegato Urso a margine di un evento al Mimit, sottolineando come “ci sarà più formazione, necessaria ai fini della sicurezza e della tutela dei nostri lavoratori, mentre si intensifica l’attività di manutenzione degli impianti”. Il ministro ha precisato: “La cassa integrazione resta quella programmata, mentre a crescere sarà in modo significativo la formazione del personale”.
Sul fronte della vendita del gruppo, Urso ha confermato che il negoziato è in corso all’interno di una procedura di gara internazionale: “Ai due soggetti che avevano manifestato interesse sin dall’inizio, ha aggiunto, si stanno affiancando altri player che stanno valutando l’acquisizione dell’intero asset. Si tratta di una gara internazionale che risponde a norme europee e nazionali e che ha bisogno di tempo per potersi esplicare al meglio”, ha puntualizzato il ministro.
Tra i vincoli fissati per il futuro dell’area, Urso ha richiamato il documento approvato dal Consiglio comunale di Taranto: “Non è consentito l’approdo della nave rigassificatrice, occorre entro cinque anni chiudere gli altiforni e, a giudizio del Comune, occorre eventualmente operare verso una transizione green con tre forni elettrici e un Dri”. Si tratta, ha ribadito, delle condizioni poste dal Comune “che ha competenza per i fattori abilitanti” e che il governo intende rispettare “nel pieno delle autonomie”. Indicazioni che sono state già comunicate agli operatori internazionali coinvolti nella gara.
Interpellato sulle nuove proteste sindacali, il ministro ha evitato ogni polemica: “Non giudico mai la libertà delle decisioni sindacali che rispetto sempre e comunque”, ha dichiarato, “Il Mimit si è distinto sin dall’inizio della legislatura per il riconoscimento del ruolo dei corpi intermedi. Noi abbiamo rivalutato e riaffermato con determinazione, trasparenza e responsabilità il ruolo dei sindacati, e rispettiamo fino in fondo qualunque loro decisione”, ha concluso.



