Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, intervenuto alla festa per i 70 anni de L’Espresso a Palazzo Brancaccio, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare il tema con una strategia articolata, che unisca il lavoro delle forze dell’ordine alla trasformazione urbana.
Gualtieri sulla sicurezza a Roma
“La sicurezza è un grande tema ed è doveroso occuparsene, non limitarsi a dire che è responsabilità del Governo o delle Forze dell’Ordine. Potrei anche diventare una loro controparte ed andare a protestare – ha spiegato Gualtieri – ma non lo faccio perché so e riconosco che fanno un lavoro straordinario e dobbiamo esserne grati”.
Gualtieri ha ribadito che Roma è “una delle città più sicure del mondo”, pur senza ignorare le criticità: dai furti alle piazze di spaccio, fino alla piaga enorme dei femminicidi ribadendo l’esigenza di più uomini e più mezzi per garantire la sicurezza.
“La repressione dei reati è una condizione necessaria, ma non sufficiente. La riqualificazione urbana è l’altra gamba della nostra strategia: bisogna sanare le zone degradate, offrire percorsi di riscatto, portare dignità. Se non intervieni su illuminazione, pulizia e qualità dei luoghi, è più difficile chiedere legalità ai cittadini”, ha spiegato Gualtieri.
Il sindaco ha citato gli interventi avviati a Via Satta e a Tor Bella Monaca, nella piazza a “Ferro di Cavallo”, considerata una delle principali piazze di spaccio d’Europa, dove il Comune sta investendo fondi del PNRR per servizi sociali, attività culturali e nuove biblioteche. “La sicurezza è l’insieme di queste cose: forze dell’ordine, riqualificazione e protagonismo dei cittadini. Serve la partecipazione delle risorse sane del territorio, percorsi di difesa della legalità e una città che avvicina i servizi alle persone”.
Nel suo intervento Gualtieri ha affrontato anche il tema della comunicazione istituzionale e del rapporto diretto con i cittadini, spiegando la scelta di utilizzare TikTok e gli altri social in prima persona: “Ho deciso di usare TikTok, ma anche gli altri social, per raccontare in modo più diretto quello che facciamo”, ha spiegato. Una scelta maturata dopo i primi due anni di mandato: “Dopo due anni chiuso a preparare 1.500 interventi a Roma ho ritenuto doveroso mostrare ai cittadini l’avanzamento dei lavori.”.
Gualtieri ha rivendicato un approccio comunicativo basato sui risultati: “Ho sempre pensato che un politico debba comunicare quello che fa, non quello che vorrebbe fare. Finché una cosa non c’è, io non la comunico”.



