Musk accelera sull’AI e prepara un mega-data center da 500 MW in Arabia Saudita

venerdì, 21 Novembre 2025
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L’Arabia Saudita punta a diventare un nuovo polo globale dell’intelligenza artificiale, e per farlo si affida anche a Elon Musk. Il fondatore di Tesla e SpaceX ha annunciato che la sua startup xAI realizzerà nel Regno un imponente data center da 500 megawatt, in partnership con Humain, piattaforma nazionale dedicata allo sviluppo dell’AI e sostenuta dallo Stato. L’annuncio è avvenuto durante un forum sugli investimenti Stati Uniti–Arabia Saudita a Washington, alla presenza di figure di altissimo profilo, tra cui Jensen Huang, CEO di Nvidia, il presidente USA Donald Trump e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.

L’infrastruttura sarà alimentata da chip Nvidia, in particolare le loro soluzioni AI di punta, confermando come la potenza di calcolo resti un elemento strategico nella corsa globale per dominare l’AI generativa.  Secondo le prime indiscrezioni,  saranno dispiegate fino a 600.000 GPU Nvidia, tra cui moduli GB300, che supporteranno non solo l’addestramento di modelli su larga scala, ma anche l’inferenza e l’integrazione nella “stack” nazionale dell’AI.

Per xAI, si tratta del primo grande progetto di infrastruttura su scala internazionale: una vera “super-cluster” che espande la presenza dell’azienda oltre gli Stati Uniti. Dal punto di vista saudita, il progetto si inserisce perfettamente nella Vision 2030: utilizzare il potere energetico e le risorse del regno per costruire un hub dell’AI globale. La partnership tra xAI e Humain non è solo infrastrutturale: prevede anche l’implementazione del chatbot Grok su scala nazionale, integrato nella piattaforma “Humain One” per offrire modelli decisionali basati su AI nei settori pubblico e privato

Un elemento chiave è la questione delle esportazioni di semiconduttori. Finora, l’Arabia Saudita non aveva ancora ricevuto il via libera dagli Stati Uniti per acquistare i chip più sofisticati. Tuttavia, sembra che nuove autorizzazioni siano in arrivo, aprendo la strada all’afflusso di GPU avanzate e sostenendo il lancio dell’iniziativa.

La nascita di questo data center è molto più di un semplice investimento tecnologico: è una manifestazione concreta della convergenza tra geopolitica, investimenti infrastrutturali e sviluppo dell’AI. Un progetto che vede in primo piano l’Azienda privata di Musk, ma dietro ci sono risorse sovrane saudite, strategie industriali nazionali e interesse geopolitico per dominare il futuro dell’intelligenza artificiale.

Se portato a termine nei termini annunciati, il data center avrebbe un impatto significativo sull’ecosistema globale dell’AI, trasformando Riyad in uno snodo strategico della potenza di calcolo internazionale e potenzialmente attirando investitori e sviluppatori da tutto il mondo. Resta infine il tema della sovranità digitale: l’integrazione del chatbot Grok all’interno dei sistemi pubblici e privati sauditi apre interrogativi su controllo dei dati, trasparenza degli algoritmi e tutela della privacy, nodi destinati a diventare sempre più centrali man mano che l’AI si radica nelle infrastrutture nazionali.

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