Non vivranno più nella loro casa nei boschi di Palmoli (Chieti) i tre figli di Catherine Birmingham, ex istruttrice di equitazione originaria di Melbourne, e Nathan Trevallion, ex commerciante britannico di mobili vintage.
Questa la decisione di presa dal giudice del Tribunale per i minori dell’Aquila che ha confermato la sospensione della potestà genitoriale, disponendo l’allontanamento dei piccoli – due gemelli di sei anni e una bambina di otto – dall’abitazione rurale presso cui la famiglia viveva oramai da anni.
Tale provvedimento scaturirebbe dalle condizioni in cui versa l‘immobile abitato dalla famiglia. Questo risulta privo di acqua corrente, gas, luce e persino bagno. La casa veniva riscaldata con una stufa a legna e alimentata da pannelli solari. A ciò si va a sommare la mancanza di socializzazione per i figli, che i genitori hanno preferito far studiare a casa con il metodo dell’homeschooling.
Per tutte queste ragioni, i figli della coppia sono stati trasferiti dai servizi sociali in una struttura protetta a Vasto e, solo grazie alla mediazione dell’avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, potranno vivere insieme alla loro mamma, seppure, al momento, in spazi separati.
L’operazione é avvenuta nel pomeriggio, verso le 16:00. Quattro auto dei carabinieri di Palmoli e Vasto in borghese e un pullman da nove posti sono giunti nei pressi della radura nella quale é collocata l’abitazione rurale della famiglia anglo-australiana.
Presenti i servizi sociali, il sindaco Giuseppe Masciulli e dalla curatrice speciale nominata dal Tribunale per i minori dell’Aquila, l’avvocatessa Marika Bolognese con l’obiettivo di prelevare i tre bambini e portarli via.
Il trambusto ha catturato l’attenzione dei pochissimi residenti nella zona. In seguito a circa 45 minuti di negoziati, il legale Angelucci è riuscito ad arrivare a una soluzione alternativa: le forze dell’ordine e i servizi sociali hanno deciso di concedere a Catherine di risiedere nella stessa struttura per sole donne in cui vivranno i figli. Alla 45enne é stato permesso anche di comunicare via telefono con il marito, che però non potrà vedere i bambini.
La vicenda ha avuto origine nel settembre 2024, quando l’intera famiglia é stata ricoverata per un’intossicazione da funghi, che avevano raccolto nel bosco. Nel corso dell’intervento, i carabinieri avevano scoperto lo stato dell’abitazione per poi segnalarlo ai servizi sociali. Così é nata la scelta del tribunale di avviare una verifica sulla tutela dei minori. Catherine Birmingham si era giustificata affermando: “Non è un caso di violenza o di abbandono ma una scelta consapevole di libertà. Abbiamo scelto la semplicità e la connessione con la natura. I bambini sono sereni, in salute e seguiti da una pediatra”. E ancora: “Guardiamo documentari insieme, leggiamo, coltiviamo l’orto, accudiamo gli animali. I nostri figli non vivono isolati: li portiamo al parco e conoscono altri bambini. Non ci manca nulla, viviamo con poco ma in pace”. Il marito, Nathan ha raccontato: “Dopo un incidente ho deciso di cambiare vita. In ospedale ho capito che volevo vivere diversamente, più vicino alla terra e ai miei figli. Ora viviamo davvero”.
Quando nella giornata di ieri la famiglia è salita sull’auto del legale Angelucci per dirigersi verso la nuova dimora a Vasto, Nathan l’ha seguita fino alla nuova dimora, dove ha atteso all’esterno per assicurarsi che i suoi affetti stessero bene.
L’avvocato Angelucci ha dichiarato: “Sono cose che credevamo di aver già chiarito ma evidentemente è necessario approfondire di più e noi siamo disposti a farlo”.
Un’amica della famiglia ha raccontato: “Mi hanno riferito che un mezzo era arrivato per caricare i bambini. È partito subito un messaggio ai contatti più vicini a Nathan, chiedendo aiuto. Ma nessuno di noi poteva avvicinarsi”.
Alcuni amici della coppia, allertati da un messaggio di richiesta d’aiuto, hanno raggiunto la coppia ma non sono riusciti a superare le transenne poste dai carabinieri. L’unica a farlo è stata un’amica di famiglia: “Quando sono arrivata c’erano carabinieri, il sindaco e un pulmino da nove posti pronto a partire. Era già buio, l’atmosfera molto tesa e pioveva. Poi è uscito Nathan dall’abitazione e, dopo un colloquio rapido, mi hanno fatto entrare. Ho trovato Catherine agitata ma composta, è successo tutto in pochi minuti: ha detto ai bambini di prendere il pigiama, lo spazzolino da denti e di metterli nello zainetto, aggiungendo una frutta da mangiare. Ha cercato di controllare la situazione. Poi sono andati via con la macchina dell’avvocato. I piccoli sembravano sereni, ma con gli occhi pieni di domande su ciò che stava accadendo e abbiamo giocato un po’. Mi hanno proposto loro stessi un gioco, come fosse un momento normale della giornata. La madre è rimasta accanto ai figli per tutto il tempo e li ha accompagnati nel trasferimento verso la struttura”.



