Mentre ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi si stanno svolgendo in queste ore dei colloqui serrati tra Russia e Stati Uniti sulla questione ucraina, Kiev nella notte è stato ancora teatro di attacchi e bombardamenti da parte di droni russi. Il bilancio di prima mattina è di 6 morti ma purtroppo è destinato a salire. Secondo il Servizio di emergenza statale, un edificio residenziale di 22 piani è stato colpito nel distretto di Pechersk, con danni ingenti ai piani alti. Gli incendi in queste ore sono stati spenti e sono in corso i lavori di smantellamento delle strutture e di ricerca delle possibili vittime. Dal canto suo l’Ucraina ha dichiarato che l’attacco russo notturno alla capitale Kiev, è stata la risposta terroristica di Mosca agli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Netto nelle parole il ministro degli esteri ucraino secondo cui Putin ha dato la sua risposta terroristica con una raffica di missili alle ultime proposte di pace degli Stati Uniti e del presidente Trump. E proprio su questo arriva a definizione la road map verso la pace, nello specifico la bozza di accordo tra Russia e Usa sull’Ucraina. Il piano a 28 punti su cui lavoravano Usa e Russia è stato asciugato dai negoziatori dei paesi alleati riuniti a Ginevra ed ora consta di 19 articoli, a quanto pare ben più accettabili sia per l’Ucraina che per l’Europa. Nella riunione in terra svizzera di ieri fanno sapere che la direzione presa è positiva ma ci sono ancora delle questioni da risolvere, così ha sintetizzato il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa dopo il vertice Ue straordinario a margine del summit Ue-Africa a Luanda. C’è chi si domanda: Mosca cosa farà una volta ricevuto il piano aggiornato? “Nel piano europeo c’è un sacco di tutto, più un sacco di diverse speculazioni, e non è chiaro a chi bisogna credere”, queste le parole crude con cui si è espresso il braccio destro di Putin. Si potrebbe obiettare che è esattamente come è iniziata questa storia, con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che a un certo punto si è contraddetto persino sul coinvolgimento o meno degli Stati Uniti nella redazione del canovaccio originale. Putin durante una conversazione telefonica con Erdogan ha definito il piano americano, così come presentato a Mosca, “una base per una risoluzione pacifica definitiva”. Stando agli ucraini, il documento uscito dalla riunione di Ginevra è radicalmente diverso. Sono rimasti pochissimi elementi della versione originale, secondo il vicepremier ucraino Kyslytsya. Entrambe le delegazioni porteranno ora il nuovo accordo a Washington e Kiev per informare i presidenti, che però dovranno prendere le decisioni finali sulle questioni più problematiche. L’amministrazione Trump contatterà dunque Mosca per cercare di far avanzare i colloqui.

