A margine della festa per i 75 anni dell’AGI, Antonio Tajani interviene sul dibattito internazionale riacceso dalle parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone al Financial Times sull’ipotesi di attacchi preventivi contro la Russia in caso di minacce ibride.
Il video con le parole di Tajani in risposta alla Nato
Il ministro degli Esteri chiarisce che ogni decisione di questo tipo rientra esclusivamente nelle competenze dell’Alleanza Atlantica: “È una questione che deve seguire la Nato, non tocca a noi”, afferma, escludendo che l’Italia possa intraprendere iniziative autonome o avere potere decisionale su una questione tanto delicata.
Tajani sottolinea però che la guerra ibrida rappresenta una delle principali sfide della sicurezza contemporanea e che il governo italiano sta rafforzando il proprio apparato difensivo:'”Sulla guerra ibrida certamente dobbiamo adottare delle contromisure. Anche la riforma del ministero degli Esteri prevede la realizzazione di una direzione generale della sicurezza, della sicurezza cibernetica”, spiega il vicepremier, evidenziando il potenziamento delle strutture dedicate alla protezione dei dati, alla resilienza informatica e alla sicurezza delle ambasciate italiane nel mondo. “Anche noi siamo fortemente impegnati per garantire la sicurezza”, aggiunge, definendo la guerra ibrida “un tema fondamentale”.
Le parole sulla pace in Ucraina
Allargando l’orizzonte al dossier ucraino, Tajani esprime un cauto ottimismo nei confronti delle ultime iniziative diplomatiche statunitensi: “Voglio essere ottimista. Trump è certamente impegnato in prima persona. L’obiettivo è anche di prendere il Nobel per la pace. Speriamo che possano essere gli statunitensi convincenti sia con Kiev sia con Mosca. Si fa qualche passo in avanti, speriamo. Per noi quello che conta è molto la sicurezza dell’Ucraina”.
Il vicepremier ricorda inoltre che la proposta italiana ispirata all’articolo 5 della Nato “mi pare che sia stata accettata”, un passaggio che consolida il ruolo dell’Italia e dell’Unione Europea nella futura architettura di sicurezza del Paese. “Vediamo come si potrà garantire la sicurezza e anche il ruolo che dovrà svolgere l’Europa, anche perché poi l’Ucraina sarà candidata a far parte dell’Unione Europea. È importante che l’Europa possa contare in questa fase, anche perché senza Europa non si può concludere la pace, visto che l’Europa ha inflitto le sanzioni alla Russia. Continuiamo a sostenere l’Ucraina, sperando che i tempi della guerra si accorcino il più possibile”, aggiunge.
Tajani conferma anche che il lavoro sulla ricostruzione procede nonostante il conflitto sia ancora in corso, con una priorità specifica al settore energetico. “Stiamo lavorando soprattutto per il settore energetico in questa fase, quindi ricostruzione anche con la guerra in corso”, spiega, annunciando un ulteriore invio di generatori elettrici in vista dell’inverno, quando la popolazione rischia di subire conseguenze ancora più gravi. “La popolazione non è responsabile della guerra”, sottolinea, ricordando l’impegno italiano sia nella ricostruzione immediata sia in quella successiva al cessate il fuoco, anche attraverso il coinvolgimento delle imprese dopo la conferenza internazionale di Roma.



