A partire dal prossimo anno, gli automobilisti avranno diritto ad essere rimborsati per il tempo che hanno trascorso imbottigliati nel traffico stradale. I rimborsi saranno automatici per cantieri e blocchi oltre specifiche soglie.
Questo é quanto ha stabilito la delibera 211/2025 dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), appena approvata.
Al centro del sistema, ci sarà un’unica app nazionale, valida per tutti i concessionari, che permetterà di gestire le informazioni sul traffico, cantieri e rimborsi. E più il percorso risulterà essere lungo, più ampio deve essere il ritardo accumulato affiché maturi il rimborso. Nel dettaglio, le soglie fissate dall’Autorità prevedono per i percorsi sotto i 30 km, un rimborso sempre dovuto, senza soglia minima di ritardo. Per i percorsi tra i 30 e 50 km, il rimborso é rilegato al superamento dei 10 minuti di ritardo. Oltre 50 km, un rimborso con almeno 15 minuti di ritardo.
Ma quando partiranno i rimborsi? Entro il 1° giugno 2026, il rimborso sarà operativo per i blocchi del traffico e per i cantieri su tratte gestite dallo stesso concessionario. Entro il 1° dicembre 2026, toccherà invece ai percorsi che attraversano più gestori.
Fino al 31 dicembre 2027 l’Autorità verificherà l’efficacia del sistema, apportando eventuali modifiche entro luglio dello stesso anno.
Non tutto, però, sarà suscettibile a rimborso: i cantieri d’emergenza, cioè quelli nati per incidenti, gli eventi meteo o idrogeologici straordinari, le attività di soccorso o ripristini, sono esonerati da rimborso, così come i cantieri mobili. Inoltre, non é previsto nessun rimborso al di sotto dei 10 centesimi: l’erogazione avviene solo al raggiungimento di almeno 1 euro.
Ma, se la ragione del disagio non è un cantiere ma un blocco del traffico urbano, il rimborso risulta proporzionale alla durata dell’interruzione: é previsto un rimborso del 50% tra i 60 e 119 minuti, mentre tra 120 e 179 minuti, il rimborso é pari al 75%. Infine, oltre 180 minuti il rimborso é totale, il 100% del pedaggio.
Per quanto riguarda i cantieri, nelle nuove concessioni, il rimborso non potrà essere recuperato tramite il pedaggio; per quelli in corso, è previsto un periodo transitorio: recupero totale nel 2026 e 2027, poi via via decrescente fino al 2030 (75% nel 2028, 50% nel 2029, 25% nel 2030).
Per i blocchi del traffico dovuti a cause esterne, come un incidente, il rimborso potrà essere recuperato tramite pedaggio, ma solo in caso di forza maggiore dimostrata dal concessionario.
Per l’Unione Nazionale Consumatori la delibera è senza dubbio un “passo avanti importante” ma “non ancora sufficiente”.
Il presidente Massimiliano Dona, infatti, ha commentato che “se l’automobilista resta bloccato, ad esempio, dovrebbe aver ha diritto non solo alla restituzione dell’intero importo pagato, ma, nei casi più gravi, laddove vi è stato un notevole disservizio e un forte disagio in termini di code, anche a un indennizzo supplementare” che “dovrebbe avere un valore fortemente dissuasivo, sanzionatorio”. Infine, Dona punta il dito sul fatto che “per le concessioni già vigenti sarà possibile il 100% del recupero delle somme versate agli utenti per gli anni 2026 e 2027 e via via a scalare fino al 2030. Pur comprendendo la necessità tecnica di un compromesso, essendo le concessioni già vigenti, con diritti acquisiti”. E ancora “resta evidente che per anni mancherà una vera penalizzazione per chi offre un servizio pessimo agli utenti, visto che i costi saranno comunque scaricati sugli automobilisti”, ha concluso il presidente.
Il nuovo sistema dei rimborsi per i pedaggi autostradali non é ben visto dal Codacons, che lo intende come un modo per scaricare “sugli stessi automobilisti la spesa sostenuta dalle società autostradali per i ristori”.
“Il meccanismo dei rimborsi presenta degli escamotage che potrebbero essere utilizzati dai gestori autostradali a loro vantaggio per limitare l’erogazione di indennizzi agli automobilisti. Ad esempio – ha continuato il Codacons – il rimborso non è dovuto se per il percorso è stata già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio, situazione che in determinate circostanze potrebbe portare i gestori a ridurre le tariffe su alcune tratte particolarmente critiche, in modo da contenere la spesa legata ai potenziali rimborsi gli automobilisti. Saranno poi esclusi dagli indennizzi anche i disagi legati ai cantieri mobili, molto presenti sulla rete”. Ma per l’associazione “la possibilità per le società autostradali di recuperare interamente la spesa per i rimborsi concessi aumentando le tariffe dei pedaggi” é l’aspetto più controverso. “In sostanza, saranno gli stessi automobilisti, attraverso le tariffe autostradali, a pagare di tasca propria i rimborsi concessi per ritardi e blocchi del traffico”, ha concluso il Codacons.



