Il caso Garlasco è uno dei gialli più anomali della storia criminale italiana degli ultimi decenni. La prima stranezza è che abbiamo due “colpevoli” per un solo delitto. Un colpevole già condannato (Alberto Stasi) e un altro solo sospettato (Andrea Sempio). La seconda stranezza, non meno rilevante della prima, è che manca un movente, ingrediente essenziale per qualsiasi omicidio.
La sentenza con cui è stato condannato Stasi non conteneva infatti le motivazioni che avrebbero indotto il fidanzato di Chiara a compiere il crimine. Il giovane infatti non era né geloso né possessivo né violento. Era solo legato sentimentalmente alla vittima e ciò, nella casistica giudiziaria, è già un forte elemento per destare i sospetti degli inquirenti. A incastrare Alberto sono state solo le incongruenze del suo alibi. E tanto è bastato per fargli buscare 16 anni di carcere.
Discorso analogo riguarda Stasi, rispuntato nel giallo dopo 17 anni a seguito della nuova indagine promossa dalla Procura di Pavia. Contro il 37enne (all’epoca dei fatti ne aveva 19) si sono addensati in questi mesi sempre nuovi indizi: dalla traccia riscoperta sulla scena del delitto alle inspiegabili telefonate a casa Poggi, dalla presunta corruzione di chi lo stava indagando al suo Dna sotto le unghie della ragazza assassinata, ma nessuno finora ha mai saputo dire che motivo possa aver avuto il nuovo indagato per uccidere Chiara. L’unico suo contatto con la famiglia della vittima era la sua amicizia con il fratello della 26enne, Marco. Ma, per il resto, nessun contatto diretto è finora emerso tra Stasi e Chiara.
Questo, appunto, è quanto accaduto finora. Ora però sembra che non sia più così. La vera notizia di oggi è che gli inquirenti avrebbero trovato un movente che potrebbe inchiodare il 37enne. Su questo punto c’è finora il massimo riserbo. E il motivo è chiaro perché, se tale dato fosse confermato, ci troveremmo di fronte a una vera svolta nelle indagini. Però il fatto stesso che questo elemento sia stato dato oggi in pasto ai giornalisti che seguono la vicenda qualcosa di serio pur significa.
Forse stavolta ci siamo. Forse siamo vicini alla soluzione definitiva. Forse la curiosità morbosa di tanti italiani sarà definitivamente esaudita. Siamo però sicuri che, dopo il giallo, comincerà il noir: la vicenda, sicuramente scabrosa, che si si sarà dipanata verrà ricostruita in tutti i suoi particolari. Al dunque, non ci libereremo tanto presto del caso Garlasco…



