L’arte contemporanea si conferma un potente veicolo di consapevolezza e dialogo sulla salute mentale. Si è tenuta nella suggestiva sala Di Liegro di Palazzo Valentini la cerimonia di premiazione della terza edizione del Premio Internazionale “Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti”.
Nato nel 2017 su iniziativa della famiglia Calapai e promosso da A-HEAD Project di Angelo Azzurro Onlus con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale, il concorso è stato ideato e curato da Piero Gagliardi. Anche quest’anno, il Premio ha ribadito la sua missione: usare il linguaggio dell’arte per aprire spazi di ascolto e riflessione sul tema della salute mentale e contrastare le barriere sociali.
L’evento, moderato dal giornalista Alessio Morganti, ha visto la partecipazione della consigliera delegata Tiziana Biolghini e del curatore Lorenzo Benedetti, i quali hanno sottolineato il valore culturale e sociale dell’iniziativa.
Stefania Calapai, Presidente, sul senso profondo del Premio: “Custodire il legame tra ricerca artistica e profondità del pensiero.”
I premiati
Tre artisti e un collettivo sono stati insigniti dei riconoscimenti, ognuno con una ricerca che esplora i temi della fragilità e della trasformazione attraverso il linguaggio contemporaneo:
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Premio Giovan Battista Calapai: Alessio Barchitta Premiato per una ricerca tra pittura, scultura e installazione. Il suo lavoro interroga la memoria dei materiali e le tensioni tra i concetti di fragilità e permanenza.
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Menzione Theodora van Mierlo Benedetti: Giulia Zabarella Riconosciuta per il suo lavoro tra corpo e performance, che indaga il passaggio dal visibile all’invisibile.
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Premio Piero Gagliardi: Collettivo Zeroscena (Elisa La Boria e Luka Bagnoli) Premiato per un progetto scenico e installativo che trasforma spazi di confinamento e ambienti domestici in dispositivi di interrogazione critica.
Un elemento chiave del progetto A-HEAD è la sua vocazione a estendere l’impatto dell’arte oltre i luoghi tradizionali. Le opere vincitrici, infatti, entreranno nella piattaforma 3500 cm², curata da Lorenzo Benedetti.
Questa piattaforma innovativa diffonde manifesti di arte contemporanea in contesti dedicati alla cura e al benessere, amplificando il messaggio di inclusione e consapevolezza del progetto in ambienti dove è più necessario.
L’evento conferma la missione centrale di A-HEAD Project: rompere lo stigma dei disturbi mentali, favorire la partecipazione e ricordare che l’arte — soprattutto quando incontra il tema della cura — resta uno dei luoghi più potenti di trasformazione individuale e collettiva.



