Biondi a Lo Speciale: “Dal governo attenzione ai Comuni. Le mie idee su l’Aquila capitale della cultura” | Video

mercoledì, 10 Dicembre 2025
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A Atreju, nella giornata dedicata ai grandi temi delle autonomie locali, si è tenuto un confronto tra il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, e il presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Un dialogo serrato ma rispettoso, nel quale i due amministratori hanno messo a fuoco differenze e punti di incontro su sicurezza, stabilità governativa e risorse per gli enti locali. Al termine, Biondi ha rilasciato a Lo Speciale questa intervista esclusiva.

L’intervista video a Pierluigi Biondi ad Atreju

Sindaco, oggi un bel momento di confronto, questo duello con Manfredi. Com’è andata?

“Ma duello non direi. Con Gaetano siamo amici da moltissimo tempo; fra l’altro lui è stato impegnato in prima persona all’Aquila all’indomani del terremoto, quindi c’è grande rispetto e anche grande stima. Ci sono naturalmente posizioni diverse, però meno inconciliabili di quanto si pensi, perché i sindaci poi sono persone pratiche, concrete, che devono risolvere ogni giorno i problemi. Ci siamo trovati sui temi della sicurezza, per esempio, che anche la sinistra improvvisamente ha scoperto; ci siamo trovati sul tema della stabilità dei governi, siano essi locali o nazionali; ci siamo trovati sul fatto che questa legge di bilancio per la prima volta non impone novità agli enti locali. Ma abbiamo detto anche che c’è ancora tanto da fare, perché le esigenze crescono, perché la popolazione diventa sempre più fragile e perché c’è necessità di politiche, soprattutto sui temi del welfare, molto puntuali.”

Entrambi avete utilizzato un linguaggio che non vediamo più tanto spesso nei confronti tra destra e sinistra. Qui ad Atreju c’è il “bullometro”, voi invece avete usato toni istituzionali e di dialogo. È anche un invito a livello nazionale a ripetere questi confronti?

“Come possiamo chiedere ai cittadini di rispettare la politica se poi la politica non si rispetta vicendevolmente? Credo che anche le nostre comunità debbano avere segnali e messaggi pacificatori, tranquillizzanti, di fiducia, di speranza. Senza banalizzare naturalmente, senza annullare le differenze, ma si può essere su posizioni distanti, più o meno distanti, e farlo con la sobrietà che dovrebbe contraddistinguere il ruolo di chi spesso è chiamato a indossare il tricolore. Il tricolore va rispettato.”

 

Si è parlato anche di manovra. Si sta correndo verso l’approvazione della legge di bilancio: è soddisfatto di quanto è stato fatto per gli enti locali e per il territorio dal governo?

“Molto c’è dentro la legge di bilancio, non tutto naturalmente, ma le condizioni dei conti dello Stato non consentono eccessivi scostamenti. Non ci sono nuovi tagli, l’abbiamo detto. C’è l’incremento del fondo per i minori che vengono tolti ai Comuni e affidati a strutture a seguito delle decisioni dell’autorità giudiziaria; c’è il principio della perequazione verticale, quindi lo Stato che fa la sua parte nella solidarietà fra i Comuni con un fondo da 112 milioni; c’è la stabilizzazione del fondo per i centri estivi; c’è maggiore flessibilità sul Fondo crediti di dubbia esigibilità che, in prospettiva, potrebbe liberare risorse per gli enti locali di parte corrente fino anche a 6-700 milioni di euro. Insomma, è un passaggio importante.”

Oggi qui c’erano il sindaco della città Capitale della Cultura e il sindaco della città Capitale del Libro. È anche un buon esempio di come, quando si amministra bene, si ottengono risultati che possono aiutare a crescere ancora di più il valore del territorio?

“Sicuramente sì. Poi i titoli passano: è quello che si lascia ai territori che è importante. Credo che l’impegno costante dei sindaci e degli amministratori locali, da questo punto di vista, possa segnare anche il cambio di passo nelle città.”

L’ultimissima: c’è questa sinergia con Rieti per la Capitale della Cultura. C’è possibilità di ampliarla anche ad altre città del cratere del sisma, penso ad Amatrice su tutte?

“Lo stiamo già facendo. Siamo in contatto anche col commissario Castelli, che si occupa del sisma del Centro Italia; dialoghiamo con Ascoli tra sindaci. Insomma, siamo disponibili a che questo titolo sia dell’Appennino centrale italiano, delle città medie, dei territori che hanno subito traumi significativi come quelli del sisma.”

 

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