Rompe il silenzio e chiede scusa per le sue fragilità Tatiana Tramacere la ragazza di Nardò ritrovata dopo giorni di lunga angoscia da parte dei suoi familiari. Lo fa in diretta dai microfoni tv di Chi l’ha visto, trasmissione cult di cronaca in onda da anni su Rai Tre. Con la voce rotta dall’emozione dal salone di casa dice: “Mi dispiace profondamente. Non ho mai voluto essere motivo di allarme, né causare ansia a chi mi conosce, la verità è che non ho agito con lucidità, mi sono lasciata travolgere da emozioni troppo forti e da una fragilità che in quel momento non ero più in grado di gestire». A quasi una settimana dal suo ritrovamento nella periferia di Nardò era nascosta in una soffitta dell’ abitazione del suo amico, il trentenne Ioan Geormescu per dieci lunghissimi giorni all’oscuro di parenti amici e familiari che la cercavano disperatamente lei non si era mai allontanata da lì. La verità spiattellata in diretta è quella di una ragazza fragile che ora chiede scusa e lancia le motivazioni di quel gesto e di quella fuga. Tatiana racconta che avrebbe dovuto sottoporsi ad un esame medico e che la paura l’avrebbe spinta a isolarsi. «Da due anni affronto qualcosa spiega. Quando si avvicina il giorno di un controllo, io scappo. Dragos mi ha aiutata, mi ha accolta, mi ha ascoltata. È stato l’unica persona capace di guardarmi senza chiedere spiegazioni immediate”. La verità di Tatiana coincide dunque con quella del compagno: il suo è stato un allontanamento volontario. Dragos, che aveva già reso pubblica la sua versione, rinnova le sue scuse aggiungendo: “Non l’ho mai trattenuta, poteva andarsene quando voleva». Un abattafglia interiore unos conforto una fragilità di una giovane donna dunque che ora chiede scusa a tutti. E agli haters che l’avevano accusata sui social nei giorni scorsi dopo il ritrovamento sommergendola di insulti sostenendo che avesse orchestrato tutto per aumentare i suoi follower, Tatiana risponde chiudendo i suoi profili ribadendo che non è stata una bravata, ma una guerra silenziosa contro una crisi psicologica che non è riuscita ancora a dominare. Panico poi vergogna, nessuno dei due ragazzi si era mai reso conto delle ricerche incessanti e dell’angoscia della famiglia prima del ritrovamento. Da l’i la decisione di venire allo scoperto. Mondo fragile, menti insicure un disagio quello della fuga dai propri cari che oltre interessante i giovani oggi investe anche gran parte della popolazione adulta.



