I negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina sembrano impantanarsi nuovamente. Il governo ucraino ha redatto una controproposta per il negoziato di pace, che é alternativa rispetto a quella di Trump. La controproposta ucraina si compone di tre elementi: 1) un documento quadro in venti punti; 2) un documento sulle garanzie di sicurezza; 3) un documento sulla ricostruzione. Il problema é che Zelensky, secondo l’agenzia di stampa Dpa, avrebbe dichiarato: “Tutto questo entrerà in vigore quando la guerra finirà o si raggiungerà un cessate il fuoco”. E qui casca l’asino.
Il leader ucraino e i suoi sostenitori europei, Merz, Macron e Starmer, insistono da tempo per la “soluzione coreana”. Cioè a dire: si congela la situazione al fronte sulla linea di contatto; si stabilisce una zona demilitarizzata fra i due eserciti russo e ucraino; si proclama il cessate il fuoco. Poi si discute di negoziati di pace. Ebbene, lo hanno dichiarato gli esponenti russi a lettere cubitali: questa soluzione coreana del conflitto in Ucraina la Russia non la accetta. Mosca sa che l’esausto e decimato esercito ucraino ha bisogno di un cessate il fuoco per riorganizzarsi e rimpinguare le fila. Per cui, con un cessate il fuoco, la guerra sarebbe poi destinata a riaccendersi.
Pertanto la Russia vuole che si eliminino prima le cause che hanno portato al conflitto e poi si dichiari il cessate il fuoco. E poi, per quale ragione la Russia dovrebbe concedere un cessate il fuoco, quando l’esercito russo sta sbaragliando sul campo l’esercito ucraino? Mosca potrebbe concedere un cessate il fuoco, solo se l’esercito ucraino si ritirasse dal Donbass.
Ma, sembra che questo giochetto del tiro alla fune non possa durare a lungo. La pazienza di Trump si va esaurendo. Trump ha chiesto con insistenza a Zelensky di ritirare l’esercito ucraino dal Donbass e di indire nuove elezioni. Di modo che si possa pervenire ad una pace duratura. D’altra parte il timore del Pentagono e dello stesso presidente Usa é che la Russia ottenga una schiacciante vittoria sull’esercito ucraino, sostenuto dalla Nato. In questo caso gli Stati Uniti perderebbero la faccia a livello mondiale. Non a caso la premier italiana Giorgia Meloni, la più trumpiana tra i leader europei, mercoledì a Roma é arrivata a minacciare Zelensky, affinché ritiri l’esercito ucraino dall’ultimo fazzoletto del Donbass controllato da Kiev. Le pressioni in tal senso su Zelensky si moltiplicano. Sarà da vedere come finirà.



