Tradizione e Cultura: presentazione a Roma, molto più di un libro.

venerdì, 12 Dicembre 2025
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Giovedì 11 dicembre, presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma , si è tenuta la presentazione di Tradizione e Cultura, il nuovo volume curato dal Centro Culturale Sunodia e dal Comitato Tecnico Scientifico UCID, che raccoglie i saggi di studiosi, giuristi, filosofi, economisti e intellettuali tra cui Salvatore Abbruzzese, Domenico Airoma, Gianfranco Amato, Francesco Botturi, Massimo Bufacchi, Luisa Capitanio Santolini, Maurizio Cinelli, Silvia Guidi, Paolo Gulisano, Maurizio Longhi, Giovanni Maddalena, Franco Nembrini, Riccardo Pedrizzi, Salvatore Sfrecola, Bruno Sconocchia, Davide Rondoni e Paola Maria Zerman.

Il testo propone un’articolata riflessione sulla tradizione come realtà viva e dinamica, articolata in due sezioni: una prima parte teorica, dedicata ai fondamenti metafisici e storici del concetto, dai profili ontologici a quelli epistemologici e di verità, e una seconda parte che indaga l’incidenza della tradizione in ambiti decisivi della vita contemporanea: famiglia, educazione, lavoro, sanità, economia, credito cooperativo, politica, diritto, arte e persino il lutto.

L’incontro ha evidenziato come il tema della tradizione, spesso percepito come anacronistico, rappresenti invece una chiave interpretativa essenziale per comprendere la complessità del nostro tempo. A ribadirlo, in particolare, è stato il Senatore Riccardo Pedrizzi, tra i promotori del progetto editoriale e del nascente Centro Studi sulla Tradizione.

Il Senatore Pedrizzi ha richiamato la necessità di recuperare la tradizione non come nostalgia del passato, ma come criterio di continuità tra passato, presente e futuro. Senza tradizione, ha osservato, viene meno la capacità di leggere la realtà e di affrontare la crisi culturale e spirituale dell’Occidente. «Rivalutare la tradizione non significa rimpiangere ciò che è stato, ma discernere ciò che nel passato è morto e ciò che può essere trasmesso nel presente e nel futuro», ha affermato, richiamando il pensiero di Pio XI sul rapporto tra osservazione della realtà e azione sociale.

Nel suo intervento, il senatore ha inoltre sottolineato come il nuovo Centro Studi, nato in collaborazione con l’Avvocato Bruno Sconocchia ,intenda offrire strumenti culturali e interpretativi utili per orientarsi nella contemporaneità, individuando proprio nella perdita dell’idea di tradizione una delle cause remote della crisi dell’Europa e dell’Occidente.

L’approfondimento più strutturato sul significato e sulla funzione della tradizione è stato offerto dall’Avv. Sconocchia, tra i curatori del volume, che ha illustrato la visione metodologica alla base dell’opera e i progetti culturali avviati dal Centro Studi.

Sconocchia ha chiarito come la tradizione non sia un sistema statico né un retaggio da applicare meccanicamente, ma una realtà viva, capace di rigenerarsi nel presente attraverso processi creativi di trasmissione. Ha individuato nella memoria il punto di partenza: non come accumulo passivo di elementi del passato, ma come insieme di principi vivi, elaborati nel tempo dalle comunità e continuamente reinterpretati per rispondere a nuove situazioni storiche e sociali.

La tradizione, ha sottolineato, non opera in modo supino o irriflesso: richiede consenso, accoglienza e rielaborazione da parte di chi la riceve, trasformandosi così in cultura. Proprio questa dimensione dinamica e creativa la rende uno strumento attuale e capace di incidere in campi essenziali della vita umana, dall’economia al diritto, dalla socialità all’educazione.

Gli altri interventi hanno ulteriormente ampliato il quadro, mostrando come il tema della tradizione attraversi trasversalmente molteplici dimensioni della società contemporanea.

Mons. Luis Romera, già rettore dell’Università, ha evidenziato i rischi che gravano oggi sulla tradizione: il rifiuto, frutto di un individualismo sradicato; il formalismo, che svuota di significato i contenuti; e il relativismo, che dissolve ogni riferimento stabile. La tradizione, ha ricordato, deve invece essere fonte di senso, ispirazione e libertà, aprendo alla persona prospettive nuove attraverso un necessario lavoro di interiorità, spesso trascurato nella cultura odierna.

Di particolare interesse anche il contributo di Maurizio Longhi, presidente della BCC di Roma, che ha spiegato come il principio di tradizione attraversi anche l’esperienza del credito cooperativo, fondato, sin dalle origini, sulla Dottrina sociale della Chiesa e sul sostegno alle fasce più deboli della società. La continuità con le radici, ha osservato, si traduce in un’azione economica responsabile, attenta ai territori e alle comunità.

Il confronto ha mostrato come la tradizione non sia un’eredità da conservare per pura memoria, bensì una risorsa culturale che orienta il presente e apre al futuro. Non tradizionalismo, quindi, come hanno ricordato più relatori, ma un modo di abitare la modernità con consapevolezza.

La presentazione del volume Tradizione e Cultura ha evidenziato il valore di una riflessione corale e interdisciplinare, capace di restituire alla tradizione la sua forza generativa. Lungi dall’essere un residuo del passato, la tradizione emerge come criterio di interpretazione, strumento educativo e fondamento di unità, un patrimonio che non si oppone alla modernità ma la rende possibile.

È proprio da questo presupposto che muove il lavoro avviato dal Centro Studi sulla Tradizione, con l’obiettivo, come emerso dagli interventi, di contribuire al dibattito contemporaneo offrendo chiavi di lettura capaci di illuminare la realtà e di orientare le scelte future.

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