“Era ora”. È un commento secco quello del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sull’imminente possibile marcia indietro della Commissione europea sullo stop ai motori endotermici, che potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Un cambio di passo che, secondo il ministro, arriva dopo anni di scelte sbagliate dettate più dall’ideologia che dal realismo economico e industriale.
Pichetto Fratin ad Atreju tra motori termici e nucleare
Intervenendo ad Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia in corso a Castel Sant’Angelo, Pichetto Fratin parla apertamente di una “follia ideologica” e di una decisione che definisce senza mezzi termini un’“idiozia politica”, accusando Bruxelles di aver colpito duramente il cuore produttivo del continente. Una linea, sostiene, che ha finito per “massacrare il più grande sistema manifatturiero europeo”, senza tenere conto delle profonde differenze energetiche tra i Paesi membri.
Il ministro punta il dito in particolare sulle distorsioni della concorrenza all’interno dell’Unione. “In Europa abbiamo competitor come la Francia, che ha il nucleare puro e di conseguenza può viaggiare a un altro prezzo”, spiega, richiamando uno dei nodi strutturali per l’Italia: il peso del sistema Ets sul costo dell’energia. Una tassa nata per penalizzare il fossile che incide per 12-13 euro a megawattora e che, trasferita in bolletta, arriva a pesare fino a 24 euro.
Un onere che altri Paesi non sopportano. La Francia, grazie alle emissioni neutre del nucleare, non lo ha; la Spagna, con nucleare e fotovoltaico, ne è in larga parte esente. “Per noi invece pesa e ci rende meno competitivi”, osserva Pichetto Fratin, definendolo uno dei problemi più gravi per il sistema produttivo nazionale.
Nel suo intervento, il ministro affronta anche il tema delle rinnovabili, sostenendo che lo scenario italiano è ormai cambiato. “Oggi come oggi in Italia non è più necessario incentivare il fotovoltaico e l’eolico”, afferma, spiegando che il fotovoltaico è in grado di produrre energia a circa metà del prezzo di mercato. Più costoso l’eolico, con un differenziale di 10-15 euro, ma inserito comunque in un mix che oggi copre circa il 50% della produzione nazionale.
Sul decreto energia “una serie di articoli sono stati definiti, chiusi e quindi bollinati. Su una parte di valutazioni, invece è ancora in corso anche il confronto di ordine tecnico sulle modalità” e la valutazione “rispetto alla normativa europea”, per cui manca poco secondo il ministro.
Un quadro che, nelle parole del ministro, rafforza la critica a un’impostazione europea giudicata rigida e scollegata dalla realtà industriale. La revisione dello stop ai motori termici, per Pichetto Fratin, rappresenta dunque non una concessione, ma un necessario ritorno al pragmatismo dopo anni di scelte guidate dall’ideologia.



