Tra rovine e rinascite: Keita Miyazaki a Palazzo Tozzoni di Imola

Palazzo Tozzoni, Imola – fino al 22 febbraio 2026
mercoledì, 17 Dicembre 2025
2 minuti di lettura
Keita Miyazaki. The garden of vanities
Keita Miyazaki. The garden of vanities

Palazzo Tozzoni di Imola torna a confrontarsi con il linguaggio del contemporaneo grazie a un progetto espositivo di respiro internazionale che porta in città le sculture e le installazioni visionarie di Keita Miyazaki. La mostra “Keita Miyazaki. The Garden of Vanities”, curata da Diego Galizzi, direttore di Imola Musei, e Riccardo Freddo, nasce da un importante accordo di collaborazione tra Imola Musei e la Rosenfeld Gallery di Londra, che ha reso possibile l’arrivo a Imola delle opere dell’artista giapponese.

All’interno delle sontuose sale di Palazzo Tozzoni si sviluppa un percorso espositivo incentrato sulla bellezza dell’imperfezione, dove passato e futuro si osservano e si interrogano reciprocamente. Da questo dialogo scaturisce una riflessione profonda sulla fragilità della modernità, tema centrale nella ricerca di Miyazaki. Le sue opere, immediatamente riconoscibili e di rara originalità, costituiscono un vero unicum nel panorama dell’arte contemporanea.

Le sculture ibride dell’artista sono realizzate a partire da scarti meccanici di automobili, frammenti industriali segnati dall’uso e dal tempo, sui quali Miyazaki innesta origami di carta colorata. Questi elementi delicati sembrano sbocciare dal metallo, creando un contrasto visivo ed emotivo di grande forza: rigidità e leggerezza, peso e fragilità, rovina e rinascita convivono in un’estetica accattivante e carica di tensione poetica.

Spread Species, 2025
Spread Species, 2025

Alla base di questa ricerca si riconosce la cultura giapponese, attraversata da contraddizioni profonde, sospesa tra una spinta costante verso il progresso tecnologico e la persistenza di una tradizione millenaria. Un momento decisivo nel percorso dell’artista è stato lo tsunami del 2011: la visione delle carcasse di automobili e dei loro frammenti dispersi nei paesaggi devastati dal fango ha acceso una riflessione sulla vulnerabilità della società industriale di fronte alla potenza della natura. Da allora, i resti meccanici diventano nelle sue opere simboli eloquenti di un progresso fragile, esposto e precario.

In questa prospettiva si inserisce anche la scelta curatoriale di mettere in relazione la memoria della tragedia giapponese del 2011 con i recenti eventi alluvionali che hanno colpito la Romagna. Un abbraccio ideale che unisce luoghi e comunità diverse attraverso un’esperienza condivisa di perdita e trasformazione. La tematica dell’acqua è al centro della mostra grazie a una grande installazione collocata scenograficamente attorno alla fontana settecentesca di Palazzo Tozzoni, recentemente restituita alla città dopo un restauro sostenuto anche dal contributo del FAI.

Keita Miyazaki

Nato a Tokyo nel 1983, Keita Miyazaki vive e lavora tra il Giappone e il Regno Unito. Dopo gli studi all’Università delle Arti di Tokyo e al Royal College of Art di Londra, ha sviluppato un linguaggio visivo personale che mette in dialogo rovine meccaniche e forme vegetali. Le sue opere sono state esposte in importanti musei e istituzioni internazionali, tra cui il Victoria and Albert Museum, il Centre Pompidou, il Palais de Tokyo e il Jameel Arts Centre, ed entrano a far parte di collezioni prestigiose come la Fondazione Benetton, il Mori Arts Centre e la Daiwa Foundation.

“The Garden of Vanities” si configura così come un’esperienza immersiva e suggestiva, capace di intrecciare storia, memoria e contemporaneità, invitando il pubblico a riflettere sul delicato equilibrio tra uomo, tecnologia e natura.

Quarantine, 2014
Quarantine, 2014

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