
Palazzo Tozzoni di Imola torna a confrontarsi con il linguaggio del contemporaneo grazie a un progetto espositivo di respiro internazionale che porta in città le sculture e le installazioni visionarie di Keita Miyazaki. La mostra “Keita Miyazaki. The Garden of Vanities”, curata da Diego Galizzi, direttore di Imola Musei, e Riccardo Freddo, nasce da un importante accordo di collaborazione tra Imola Musei e la Rosenfeld Gallery di Londra, che ha reso possibile l’arrivo a Imola delle opere dell’artista giapponese.
All’interno delle sontuose sale di Palazzo Tozzoni si sviluppa un percorso espositivo incentrato sulla bellezza dell’imperfezione, dove passato e futuro si osservano e si interrogano reciprocamente. Da questo dialogo scaturisce una riflessione profonda sulla fragilità della modernità, tema centrale nella ricerca di Miyazaki. Le sue opere, immediatamente riconoscibili e di rara originalità, costituiscono un vero unicum nel panorama dell’arte contemporanea.
Le sculture ibride dell’artista sono realizzate a partire da scarti meccanici di automobili, frammenti industriali segnati dall’uso e dal tempo, sui quali Miyazaki innesta origami di carta colorata. Questi elementi delicati sembrano sbocciare dal metallo, creando un contrasto visivo ed emotivo di grande forza: rigidità e leggerezza, peso e fragilità, rovina e rinascita convivono in un’estetica accattivante e carica di tensione poetica.

Alla base di questa ricerca si riconosce la cultura giapponese, attraversata da contraddizioni profonde, sospesa tra una spinta costante verso il progresso tecnologico e la persistenza di una tradizione millenaria. Un momento decisivo nel percorso dell’artista è stato lo tsunami del 2011: la visione delle carcasse di automobili e dei loro frammenti dispersi nei paesaggi devastati dal fango ha acceso una riflessione sulla vulnerabilità della società industriale di fronte alla potenza della natura. Da allora, i resti meccanici diventano nelle sue opere simboli eloquenti di un progresso fragile, esposto e precario.
In questa prospettiva si inserisce anche la scelta curatoriale di mettere in relazione la memoria della tragedia giapponese del 2011 con i recenti eventi alluvionali che hanno colpito la Romagna. Un abbraccio ideale che unisce luoghi e comunità diverse attraverso un’esperienza condivisa di perdita e trasformazione. La tematica dell’acqua è al centro della mostra grazie a una grande installazione collocata scenograficamente attorno alla fontana settecentesca di Palazzo Tozzoni, recentemente restituita alla città dopo un restauro sostenuto anche dal contributo del FAI.
Keita Miyazaki
Nato a Tokyo nel 1983, Keita Miyazaki vive e lavora tra il Giappone e il Regno Unito. Dopo gli studi all’Università delle Arti di Tokyo e al Royal College of Art di Londra, ha sviluppato un linguaggio visivo personale che mette in dialogo rovine meccaniche e forme vegetali. Le sue opere sono state esposte in importanti musei e istituzioni internazionali, tra cui il Victoria and Albert Museum, il Centre Pompidou, il Palais de Tokyo e il Jameel Arts Centre, ed entrano a far parte di collezioni prestigiose come la Fondazione Benetton, il Mori Arts Centre e la Daiwa Foundation.
“The Garden of Vanities” si configura così come un’esperienza immersiva e suggestiva, capace di intrecciare storia, memoria e contemporaneità, invitando il pubblico a riflettere sul delicato equilibrio tra uomo, tecnologia e natura.




