Debutterà nelle sale il 29 gennaio, distribuito da 01 Distribution, Le cose non dette, il nuovo film scritto e diretto da Gabriele Muccino, che torna al cinema con un racconto corale e profondamente emotivo, fedele ai temi che hanno attraversato tutta la sua filmografia.
Il film vede protagonisti Stefano Accorsi e Claudio Santamaria, nuovamente insieme sotto la direzione di Muccino dopo L’ultimo bacio (2001) e Baciami ancora (2010). Accanto a loro Miriam Leone, alla sua prima collaborazione con il regista, e Carolina Crescentini, già diretta in A casa tutti bene.
Ambientato tra Roma e Tangeri, due città simboliche e contrastanti, Le cose non dette racconta l’incontro – e lo scontro – di due coppie durante una vacanza destinata a cambiare tutto. Da una parte Carlo ed Elisa, una coppia apparentemente solida ma segnata da una crisi silenziosa e dall’assenza di figli; dall’altra Anna e Paolo, legati da un matrimonio più istintivo e dalla presenza di una figlia tredicenne. Il viaggio diventa presto un detonatore emotivo: sguardi, segreti e desideri inespressi mettono in discussione equilibri che sembravano consolidati.
Ad aumentare la tensione narrativa è l’arrivo di Blu, giovane studentessa di filosofia di Carlo, presenza enigmatica che accende interrogativi morali ed emotivi, amplificando il senso di inquietudine. In un paesaggio caldo, immobile e lontano dalle certezze quotidiane, i rapporti si tendono, si rivelano e si trasformano, costringendo i protagonisti a confrontarsi con ciò che hanno sempre evitato.
La sceneggiatura, scritta da Muccino insieme a Delia Ephron – autrice del romanzo Siracusa da cui il film è tratto – scava nelle fragilità dei personaggi con uno sguardo intimo e diretto. Lo stesso regista ha definito il film come “un’opera sulle verità che non riusciamo a dire”, una sorta di punto d’incontro dei temi affrontati nel corso di una carriera iniziata oltre venticinque anni fa proprio con L’ultimo bacio.
Esordio assoluto nel mondo delle colonne sonore per Mahmood che firma il brano inedito che condivide il titolo del film. Per la prima volta la sua scrittura entra in relazione diretta con una narrazione filmica, adattandosi ai tempi, alle immagini e alle emozioni del racconto, senza rinunciare alla propria identità musicale.
Con Le cose non dette, Muccino firma un nuovo capitolo del suo cinema delle relazioni: un racconto intenso, fatto di silenzi, desideri irrisolti e fragilità umane, in cui ogni personaggio è chiamato a fare i conti con se stesso.



