Questa notte il sindaco do Isernia, Piero Castrataro, ha dormito in tenda dinanzi l’ospedale Veneziale in segno di protesta contro i tagli alla struttura. “Da questa notte, non si indietreggia di un passo” ha ammonito il sindaco. La richiesta é quella di fronteggiare la crisi che sta vivendo l’ospedale, adottando misure concrete che possano assicurarne la sopravvivenza. Esempio lampante del momento difficile sta vivendo la struttura é rappresentato dal Pronto soccorso dell’ospedale in cui attualmente lavorano quattro medici, a fronte dei 13 necessari. Anche il laboratorio di emodinamica, che può essere salvavita in ambito cardiologico, rischia la chiusura. Solo due settimane fa, il reparto di cardiologia ha operato a metà servizio poiché, su dieci posti letto, cinque monitor volti al monitoraggio delle funzioni vitali dei pazienti erano fuori uso.
Quello che sta succedendo é il risultato della progressiva riduzione della rete ospedaliera provinciale, che nel corso degli anni ha visto indebolirsi le tre strutture di riferimento. Difatti, fino a qualche anno fa, gli ospedali di riferimento erano: il Veneziale, l’ospedale di Agnone e quello di Venafro. Quest’ultimo però è divenuto un ospedale di comunità, ovvero una struttura sanitaria di degenza breve, non attrezzata per le emergenze. Per quanto riguardo l’ospedale di Agnone, questo sta per chiudere i battenti, come disposto dalla bozza del nuovo piano operativo per la sanità regionale. Rimane il terzo polo, il Veneziale, che però, come detto, sta affrontando una fase critica e resta l’unico punto di accoglienza per circa 80.000 individui. Si tratta di una struttura che non é semplice raggiungere e, se dovesse chiudere od essere ridimensionato ulteriormente, si potrebbe fare riferimento solo a Termoli o Campobasso per le emergenze di Pronto soccorso. L’Asrem – Azienda sanitaria regionale del Molise – ha rilasciato diverse dichiarazioni a fronte delle azioni intraprese dal sindaco: “Piuttosto che accamparsi davanti ai luoghi di cura, il sindaco Castrataro dovrebbe concentrarsi su ciò che rientra nelle sue dirette funzioni: rendere la città di Isernia più attrattiva e vitale”, definendo la protesta “strumentale” e aggiungendo che “i giovani medici non scelgono una sede solo in base al lavoro in reparto, ma valutano anche la qualità della vita che la città offre fuori dall’ospedale”. Il sindaco ha replicato: “Basta polemiche e parole, è il tempo dei fatti”.
I sindaci e la cronaca di Natale non solo nera



