Putin, colpita la casa, ora parte la risposta. D’accordo Cina e India

mercoledì, 31 Dicembre 2025
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Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre l’esercito di Kiev ha lanciato 91 droni contro la residenza del presidente russo Vladimir Putin nella regione nord-occidentale di Novgorod. Tutti e 91 i droni sono stati abbattuti dalla difesa anti aerea russa. Quanto accaduto é di per sé di una gravità inaudita. Purtroppo, c’é una circostanza che rende il fatto ancora più grave: la residenza presidenziale di Novgorod é anche il centro di controllo della triade nucleare russa! Teoricamente, sulla base della dottrina militare russa, modificata di recente, la Federazione Russa potrebbe replicare all’attacco facendo ricorso all’arma atomica. Tutti si domandano: cosa accadrà nel prossimo futuro? Un interessante dibattito si sta svolgendo in Russia sul tema: “Quale dovrebbe essere la risposta russa all’attacco dei droni ucraini?”. In linea generale i russi sono inferociti. Il commentatore di affari militari, Oleksandr Kots, ha affermato che l’esercito russo per rappresaglia dovrebbe eliminare l’intera dirigenza ucraina, cioé il capo dell’esercito Sirsky, i capi dell’intelligence, Budanov e Malyuk, nonché lo stesso leader ucraino, Zelensky. Il vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, dopo aver rivolto insulti al leader ucraino Zelensky ha detto che: “Almeno ora dovrà nascondersi per il resto della sua inutile vita”. La ferocia dei commenti russi fa capire il clima che regna nella Federazione Russa, dove la moderazione di Putin potrebbe essere giudicata come debolezza nei confronti del “nemico”. A fronte di questa atmosfera, che imperversa in Russia, le reazioni dei principali capi di stato mondiali sono state ben diverse. Fra gli altri, i leader di Cina, India, Pakistan ed Emirati Arabi, hanno espresso sconcerto e forte preoccupazione per l’attacco alla residenza di Putin e l’auspicio che sia evitata l’escalation. Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump l’attacco ucraino non é piaciuto e ha dichiarato: “Me lo ha detto Putin, mi sono arrabbiato”. In realtà, con tutta evidenza, i leader mondiali sono terrorizzati dal corso degli accadimenti. Considerati infatti i progressi della missilistica ipersonica e dei droni aerei, non c’é rifugio antiatomico o bunker sotterraneo, che possa proteggere la vita dei politici da attacchi militari nemici. Perciò l’attentato ucraino alla vita di Putin e il proposito russo di eliminare per vendetta l’intera leadership di Kiev non sono certo buone notizie per i leader mondiali. Il 2025 si conclude nel terrore.

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