Medio Oriente resta sull’orlo di una nuova escalation. Secondo quanto riportato da Reuters, due funzionari europei ritengono che un intervento militare degli Stati Uniti contro l’Iran “appare probabile” e, per uno dei due, potrebbe avvenire addirittura “nelle prossime 24 ore”. Una valutazione rafforzata anche da un funzionario israeliano citato dalla stessa agenzia, secondo cui Donald Trump “sembra aver preso la decisione di intervenire”, anche se la portata e i tempi dell’operazione non sarebbero ancora stati definiti.
Il livello di allerta nella regione è già salito. L’ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita ha invitato il proprio personale e i cittadini americani a “esercitare la massima prudenza” e a limitare gli spostamenti, in particolare verso installazioni militari. “Date le persistenti tensioni nella regione – si legge nell’avviso – la missione degli Stati Uniti in Arabia Saudita ha raccomandato di limitare i viaggi non essenziali”. L’indicazione è stata estesa anche ai cittadini statunitensi presenti nel Paese, in un contesto di crescente preoccupazione per l’evoluzione della sicurezza regionale e per il rischio di un’ulteriore escalation legata all’Iran.
Proteste Iran, Tajani: “Prima di tutto la sicurezza degli italiani”
Sul fronte italiano, il governo segue l’evoluzione con attenzione, mettendo al centro la tutela dei connazionali
come evidenziato alla Camera dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Si terrà oggi la riunione al ministero con i nostri servizi e con l’ambasciata di Teheran perché dobbiamo preoccuparci innanzitutto, in un momento di così grande tensione, della sicurezza degli italiani, che è quello che facciamo sempre. Qualsiasi crisi internazionale ci sia, sia legata a vicende politiche sia a tragedie, la prima preoccupazione è il cittadino italiano. Poi ci sono tutte le implicazioni geopolitiche, perché l’Italia è un grande Paese, fa parte dell’Unione europea ed è protagonista in Medio Oriente, ma il primo punto all’ordine del giorno della riunione sono i cittadini italiani. Poi ci occupiamo degli altri”.
Le reazioni di maggioranza e opposizione
Intanto, nel dibattito politico italiano crescono le prese di posizione sulle proteste in Iran e sulla repressione del regime. Lo Speciale ha raccolto alla Camera e al Senato le reazioni di maggioranza e opposizione. Il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri ha usato toni durissimi: “Mi auguro che cessi la dittatura e vinca la libertà. Sono morte forse 12mila persone. Queste immagini di sacchi neri con dei morti devono suscitare la stessa indignazione e la stessa rabbia che hanno suscitato altre tragedie”. Gasparri ha aggiunto: “Mi auguro che vinca la democrazia, che il popolo iraniano sia assistito e sostenuto. Stamattina mi reco a una manifestazione davanti all’ambasciata iraniana perché vogliamo denunciare questo massacro. Ognuno poi fa quello che la coscienza gli detta”.
Ancora più polemico il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che ha attaccato la sinistra: “Quando a sinistra convocano le piazze per il Venezuela, lo fanno per Maduro, non per i venezuelani, non per gli oppressi, non per gli incarcerati. In questo caso c’è una sorta di complicità ideologica che nasce dall’odio verso Trump”. E ha aggiunto: “Se quell’odio porta a chiudere gli occhi su violenze sterminate come quelle che stanno accadendo in Iran, una domanda se la dovrebbero porre. Io una risposta me la sono già data: sono sempre dalla parte sbagliata della storia”.
Più cauto il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan: “Sicuramente speriamo che questo massacro sistematico compiuto dalle autorità iraniane cessi. Speriamo che ci sia una resipiscenza da parte del regime. Altri interventi non possiamo commentarli prima che avvengano. È già abbastanza doloroso vedere quello che sta succedendo”.
Dal Partito Democratico, Filippo Sensi ha evidenziato come bisogni manifestare per la libertà del popolo iraniano ricordato le iniziative in programma: “Qualcosa si è mosso. Venerdì ci sarà in Campidoglio un presidio, una manifestazione ‘Donna, vita, libertà’ a sostegno dei manifestanti iraniani. Sabato ci sarà un’altra manifestazione, alla Piramide di Caio Cestio, organizzata dai Radicali”. Sensi ha però sottolineato le difficoltà politiche trasversali: “A destra c’è cautela perché stanno al governo e l’Iran è una questione spinosissima. A sinistra pesano due nomi: Trump e Netanyahu. Questo fa un po’ velo alla convocazione di una grande piazza a sostegno dell’Iran”.
Sulla stessa linea Walter Verini, che ha criticato il Movimento 5 Stelle per aver votato contro la risoluzione bipartisan di sostegno alle proteste iraniane promossa dal PD: “Ha sbagliato. Su questo tema, come sull’Ucraina, ha posizioni inaccettabili. Oggi è il momento di sostenere in ogni modo la resistenza del popolo iraniano per porre fine a un regime teocratico che colpisce i diritti civili, sociali ed elementari”. E ha concluso: “Bisogna riempire anche le piazze, perché nonostante la censura e il blocco delle comunicazioni, il messaggio deve arrivare. Vale per l’Iran, per il Venezuela e anche per Gaza: bisogna lavorare davvero per una pace giusta, con due popoli e due Stati in sicurezza e libertà”.



