È una giornata dal forte valore simbolico, istituzionale e civile quella che apre ufficialmente l’anno de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. All’Auditorium della Guardia di Finanza di Coppito, alla presenza delle massime autorità dello Stato, dei rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, di tutti i sindaci dell’Abruzzo e dei comuni del cratere sismico, prende forma un progetto che intreccia memoria, rinascita e futuro, con uno sguardo rivolto all’intero Appennino e al Paese.
L’Aquila Capitale della Cultura 2026, le parole di Mattarella
Il momento centrale della cerimonia è l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. Vuol dire investire in democrazia”, afferma il Capo dello Stato, sottolineando il valore della cultura come fondamento della vita civile e democratica.
Nel suo discorso, Mattarella richiama anche la dimensione storica e simbolica del territorio, citando Ovidio, poeta originario di queste terre: “Spes tenet in tempus, semel est si credita, longum”. “Una speranza, se le si presta fede per una volta, dura per lungo tempo”, aggiunge, legando il riconoscimento culturale alla capacità di visione e di fiducia nel futuro.
Il Presidente ricorda poi le parole pronunciate da Papa Francesco durante la visita all’Aquila nell’agosto 2022. “L’Aquila capitale del perdono, e dunque capitale di pace e di riconciliazione: così disse Papa Francesco. C’è tanto bisogno di questo seme nel mondo in cui ci troviamo”, sottolinea Mattarella. “Un seme che può rendere ancora più prezioso e affascinante l’anno da Capitale della cultura italiana. Cultura è rifiuto di ogni forza ostile che cerchi di comprimere l’umanesimo e dobbiamo saper attingere e ispirarci alle nostre radici”.
Il Capo dello Stato si sofferma quindi sulla prova affrontata dalla città dopo il sisma del 2009. La sfida dell’Aquila dopo “l’immane tragedia del terremoto del 2009 e con la quale si sta misurando ancora per completare l’opera di ricostruzione e di pieno rilancio” è stata “ardua” ma “di successo”. “Essere Capitale della Cultura sarà un prezioso contributo a questa impresa di successo della comunità aquilana, un’impresa che prosegue verso il futuro e che appartiene all’Aquila, ai suoi cittadini e che sta a cuore a tutta l’Italia”, afferma Mattarella. “In un tempo di sofferenze indimenticabili L’Aquila e tutta l’Italia seppero reagire e mobilitare energie. Il lavoro di recupero, restauro e riavvio delle attività economiche e sociali ha portato a risultati importanti”.
Le interviste
In apertura di giornata, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, parla di “una grande gioia, anche un grande orgoglio, e insieme una grande responsabilità di mostrare il volto migliore dell’Aquila, dell’Abruzzo, a tutta l’Italia, di mostrarci all’altezza e degni del grande riconoscimento che ci è stato concesso”.
“La rinascita passa soprattutto dalla cultura”, aggiunge. “La città dell’Aquila, sin dal giorno immediatamente successivo al sisma, ha investito sulla cultura, sulla ricerca scientifica, su questo settore proprio come uno dei pilastri su cui ricostruire la sua identità e il suo futuro”. Marsilio cita il Gran Sasso Science Institute e il ruolo della ricerca, dell’industria farmaceutica e dell’innovazione tecnologica come motori di sviluppo, sottolineando che “la cultura non è soltanto tempo libero ma è anche economia e produce benessere per i cittadini”.
Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, parla di emozione e responsabilità. “Grande entusiasmo, grande emozione, grande senso di responsabilità. Siamo pronti a farci carico di questa fiducia che registriamo in città”. Biondi sottolinea come il progetto coinvolga l’intero territorio: “C’è un programma specifico per i comuni del cratere e più in generale per i comuni del Centro Italia, perché questa vuole essere una sfida non soltanto della città dell’Aquila ma di tutto il territorio”.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel suo intervento ufficiale definisce il titolo “il meritato sigillo di una comprovata rinascita dalle macerie” e “la prova concreta della scommessa vinta da una comunità operosa che ha saputo crescere come modello di partecipazione offrendo un esempio di visione collettiva, sicura di sé e aperta al mondo”.
“Diventare Capitale della Cultura non è cosa facile: occorre uno sforzo corale, creativo e amministrativo, tale da superare la formidabile concorrenza di altre numerose città italiane”, sottolinea Giuli. “Il coinvolgimento emotivo che state vivendo in questo momento, l’orgoglio di sentirvi persone speciali di un luogo speciale, è come un’onda luminosa che si propaga con una frequenza e una intensità di cui il Ministero che rappresento ha avvertito immediatamente un calore che non si esaurisce nei confini della vostra città”.
Giuli definisce inoltre L’Aquila “a modo suo già Capitale della Cultura italiana da tempo immemore” e “regina della nostra civiltà appenninica”, individuando in Rieti “la sua naturale città federata per questa comune avventura”.
A margine della cerimonia, il ministro aggiunge: “L’Aquila è bellissima e tutto il territorio circostante che verrà interessato dalla programmazione di questo anno di Capitale della Cultura è altrettanto bello, senza dimenticare Rieti naturalmente”. “L’Aquila aveva già vinto la sua sfida, è una città che ha saputo superare il trauma, la ferita, il dolore del terremoto e arriva a questo appuntamento pronta con una comunità straordinariamente viva e un’offerta culturale che in questi anni aveva già dato grande prova di forza e di bellezza anche a livello nazionale e internazionale”. Giuli conclude sottolineando che si tratta di “uno sforzo corale e collettivo che può essere e sarà esempio per tutte le prossime Capitali della Cultura italiane”.
Il valore nazionale del riconoscimento è ribadito anche dal sottosegretario al Ministero della Cultura, Giancarlo Mazzi. “È una giornata importante, l’arrivo del Presidente della Repubblica all’Aquila apre ufficialmente l’anno della Capitale della Cultura 2026. È una giornata storica per l’Aquila e una giornata importante per l’Italia”. “Crediamo molto nelle Capitali della Cultura perché aiutano le città a riverberare nell’anno ma lasciano anche una scia per il futuro e portano queste città al centro dell’attenzione culturale del Paese e anche di quella internazionale”.
Per il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, il riconoscimento “significa ben più che un traguardo, è qualcosa che destina un cammino ed è l’indicazione ben precisa di una città qual è L’Aquila per la sua storia, per la sua stessa presenza, con un’unica destinazione: il futuro”.
Il questore della Camera dei Deputati, Paolo Trancassini, richiama il valore delle aree interne: “L’identità, il dialetto, il senso di appartenenza, la tradizione ormai sono rimaste soprattutto nelle aree interne. È una giornata molto importante ed è l’inizio di una bellissima avventura che avviene fra queste due meravigliose città dell’Aquila e di Rieti”.
Numerose le presenze del mondo culturale e artistico. L’attore Giorgio Pasotti sottolinea: “L’Aquila credo si meriti questo riconoscimento per il lavoro che ha fatto, un lavoro molto serio, molto attento e vicino alle persone”. E aggiunge: “La rinascita deve passare assolutamente attraverso la cultura in primis. La cultura sono le basi su cui si deve sorreggere una città come L’Aquila, che ha un pubblico molto attento ed esigente”.
Dal cratere interviene anche il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi: “C’è un rapporto di amicizia tra Amatrice e L’Aquila e anche personale tra me e il sindaco Biondi. Amatrice sarà protagonista di eventi durante l’anno. La ricostruzione sta finalmente accelerando e questo evento può aiutare”.



