Niscemi, il dramma siciliano nascosto dai media

martedì, 27 Gennaio 2026
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Decine di case del centro storico di Niscemi, nella provincia siciliana di Caltanissetta, sono in bilico su uno strapiombo aperto da una frana gigantesca, lunga 4 chilometri.

1500 persone sono state allontanate dalle loro abitazioni, le scuole sono chiuse e il paese è quasi isolato.

La frana continua a muoversi così rapidamente che per i Vigili del Fuoco è complicato capire quanto, come e dove si sta estendendo il fronte, ma la situazione è molto grave.

«Tutte le case che stanno in una fascia di 50-70 metri andranno giù, inevitabilmente», ha dichiarato Salvo Cocina, dirigente della Protezione Civile Sicilia.

La terra ha iniziato a muoversi domenica intorno alle 12:30, in particolare nel quartiere di Sante Croci per poi allargarsi a Trappeto e via Popolo, nel versante occidentale del paese. L’asfalto si è crepato, il terreno ha iniziato a cedere in diversi punti, il piano della campagna si è abbassato di diversi metri, nei palazzi si sono aperte crepe ampie diversi centimetri e alcuni sono crollati nello strapiombo, insieme a un tratto di strada dove erano parcheggiati auto e furgoni.

La frana, però, non è stata un evento improvviso.

Già il 16 gennaio erano state evacuate decine di persone in via precauzionale perché il terreno si era abbassato di diversi metri verso la valle del fiume Maroglio. Erano state danneggiate la rete del metano e quella che porta la fibra ottica in paese. Ma oltre a questo episodio più recente, l’instabilità del territorio e il rischio idrogeologico è noto da decenni.

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