Emergenza maltempo, Musumeci: “I soldi ci sono e sono pronti” | Video

mercoledì, 4 Febbraio 2026
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Un’informativa urgente in Senato per fare il punto sull’emergenza maltempo che ha colpito il Sud Italia è quella portata in aula dal ministro della Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, chiamato a riferire in Aula sui danni provocati dagli eventi meteorologici estremi che hanno interessato in particolare Sicilia, Sardegna e Calabria, con un focus specifico sulla grave situazione della frana di Niscemi, nel Nisseno.

Emergenza maltempo, le dichiarazioni di Musumeci

“Il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà ad integrare alle tre regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile. Si tratterà di un provvedimento interministeriale il cui finanziamento prescinde dai fondi per l’emergenza nazionale che dovessero essere integrati. Intanto con le prime risorse erogate i commissari delegati possono procedere all’affidamento degli incarichi per i progetti delle opere danneggiate e da ricostruire”. Così il ministro ha illustrato l’impianto dell’azione governativa, chiarendo che le misure economiche non si limiteranno ai fondi ordinari per le emergenze ma seguiranno un canale dedicato.

Musumeci ha poi voluto precisare che “per il governo Meloni quella di Niscemi non è una questione legata a risorse finanziarie”. Le risorse, ha assicurato, “ci sono e sono disponibile a dare corpo a un progetto condiviso con le amministrazioni locali”, aggiungendo che su questa linea “credo che sia su questa posizione anche il governo della Regione siciliana che ha già offerto in tal senso ampie disponibilità”.

Sul piano tecnico, il ministro ha richiamato i pareri degli esperti: “Secondo gli esperti frane di questa tipologia, come a Niscemi, hanno una tipica tendenza alla retrogressione. L’arretramento del ciglio di scarpata tende infatti a propagarsi progressivamente verso monte, cioè verso il centro storico, in direzione del centro abitato”. Un’evoluzione che “potrebbe coinvolgere ulteriori edifici posti in prossimità del margine instabile e compromettere in modo permanente tratti di viabilità strategica”. Da qui la decisione di istituire “presso il Dipartimento Casa Italia una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno e perché in questi anni il fenomeno si è sviluppato così rapidamente. Entro poche settimane avremo il parere tecnico sugli interventi da effettuare naturalmente nel post emergenza”.

Musumeci ha anche respinto le accuse di responsabilità politiche dirette: “Io non ho il compito di cercare i responsabili, a questo penseranno altre istituzioni. Dico però che non sono disposto a fare da copertura a chi aveva il compito istituzionale, dopo il 1997, di intervenire per mettere in sicurezza quel territorio e non lo ha fatto”. E ancora: “Ho il diritto e il dovere di respingere con fermezza la rappresentazione che isola strumentalmente un singolo passaggio negli ultimi tre mesi del mio mandato, tentando così di coprire un quarto di secolo di inerzie, omissioni e sottovalutazioni di altri”.

Non sono mancate critiche alla pressione mediatica: “Non intendo certo ignorare la campagna mediatica che in questi giorni si è sviluppata a presunte inefficienze del governo e di questo ministro. Giudizi sommari e frettolose ricostruzioni hanno cercato in malafede un capro espiatorio soprattutto sulla frana di Niscemi. Non sono mancati veri e propri atti di sciacallaggio dentro e fuori varie istituzioni”.

Sul tema della prevenzione, Musumeci ha rivendicato i risultati del passato: “Sfatiamo questo luogo comune e lo dico senza superbia ma con legittimo orgoglio. Sotto la mia presidenza, la Regione siciliana ha impegnato il 90,7% dei 540 milioni che aveva a disposizione. Dal 2017 al 2022 è la prima regione in Italia per spesa contro le frane e contro il dissesto idrogeologico, non consento a nessuno di poter falsificare i documenti”.

Infine, il ministro ha ricordato come già nel 2005 i tecnici fossero stati drastici: “Il complesso franoso di Niscemi ha dimensioni e caratteristiche tali da rendere impossibile pensare a interventi finalizzati alla stabilizzazione definitiva dei versanti”. Un quadro che, secondo Musumeci, dimostra come “tutte le istituzioni in questa triste storia debbano sentirsi coinvolte”.

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