Milano – Cortina 2026, i momenti più indimenticabili della cerimonia d’apertura | Video

sabato, 7 Febbraio 2026
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Una cerimonia spettacolare, maestosa e destinata a entrare nella storia dei Giochi olimpici. L’apertura di Milano-Cortina 2026, intitolata “Armonia”, è stata un grande racconto dell’identità italiana, capace di unire arte, musica, letteratura e spettacolo in un unico affresco. Dalle suggestioni ispirate alle opere di Antonio Canova alle note di Verdi, Puccini e Rossini, fino ai richiami alla cultura pop e alla televisione con Raffaella Carrà, lo spettacolo ha alternato registri diversi senza mai perdere il filo conduttore. Sul palco e sugli schermi si sono susseguiti momenti toccanti, appelli alla pace, sketch ironici, grandi interpretazioni musicali e collegamenti con i territori protagonisti dei Giochi, da Cortina a Livigno e Predazzo, nella prima Olimpiade invernale diffusa della storia. In questo articolo vogliamo ripercorrere proprio quei frammenti che hanno colpito di più il pubblico: i momenti più iconici e indimenticabili della cerimonia d’apertura, quelli destinati a restare nella memoria collettiva.

Milano Cortina 2026, Mattarella arriva in tram alla cerimonia d’apertura con Valentino Rossi

Tra le immagini che resteranno più impresse c’è senza dubbio l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, protagonista di un cameo scenografico tanto insolito quanto efficace. Davanti ai 67mila spettatori di San Siro e a milioni di telespettatori in tutto il mondo, il Capo dello Stato è entrato nello stadio a bordo di uno storico tram giallo milanese, il numero 26, chiaro riferimento all’anno olimpico.

La scena, preparata con un espediente teatrale, mostrava il Presidente viaggiare come un cittadino qualunque, tra orchestrali della Scala e atleti con gli sci, finché un piccolo gesto – raccogliere un peluche caduto a terra – ha svelato la sua identità al pubblico, scatenando applausi e ovazioni. A guidare il tram, in una partecipazione a sorpresa, c’era Valentino Rossi, il più grande pilota della storia tricolore in uniforme da tramviere. Un momento che ha ricordato, per impatto scenico e leggerezza, alcune delle più celebri trovate delle cerimonie olimpiche moderne, e che ha mostrato anche il lato più umano del Presidente, poi protagonista della dichiarazione ufficiale di apertura dei Giochi, compresa quella iconica con la Regina Elisabetta II insieme a James Bond.

Mariah Carey e quel gobbo speciale in italiano

La cerimonia ha saputo alternare registri solenni e popolari con grande fluidità. Tra i momenti più curiosi e commentati c’è stata l’esibizione di Mariah Carey, che ha interpretato “Nel blu dipinto di blu”, omaggiando la grande tradizione della canzone italiana.

A colpire il pubblico, oltre alla presenza della star internazionale, è stato un dettaglio singolare: per aiutarla nell’esecuzione in italiano, l’artista ha utilizzato un gobbo con il testo trascritto in modo particolare per facilitare la pronuncia.

Laura Pausini e Andrea Bocelli, la musica protagonista

La musica italiana è stata uno dei fili conduttori della serata. Laura Pausini ha interpretato l’Inno di Mameli in una versione personale che ha diviso il pubblico, suscitando anche qualche critica da parte di chi avrebbe preferito un’esecuzione più tradizionale. L’artista romagnola, elegante in un abito da sera firmato Armani Privé, ha comunque ricevuto un lungo applauso nello stadio.

Il momento più emozionante sul piano musicale è arrivato nel finale, quando Andrea Bocelli ha intonato “Nessun dorma”. L’aria pucciniana, eseguita dall’artista italiano più conosciuto al mondo, ha regalato uno dei passaggi più intensi dell’intera cerimonia, accompagnato da una scenografia imponente e da un silenzio carico di attesa prima dell’esplosione degli applausi.

Il caso Ghali e le polemiche social

Il tema della pace, centrale in tutta la cerimonia, è stato evocato anche attraverso la poesia. I versi di “Promemoria” di Gianni Rodari sono stati recitati da Ghali, mentre i ballerini disegnavano una grande colomba sul palco, simbolo universale di tregua e speranza, in un momento che ha fatto eco anche ai ripetuti appelli alla pace arrivati nei giorni precedenti, tra cui quello di Papa Leone XIV.

Eppure proprio questa parte dello spettacolo ha generato polemiche. Molti spettatori hanno notato che durante la telecronaca televisiva l’artista non è stato nominato e che le inquadrature non lo hanno mai mostrato chiaramente in primo piano. La questione è esplosa sui social, diventando uno dei temi più discussi della serata e rappresentando, per alcuni, l’unica ombra in una cerimonia altrimenti molto apprezzata. Si aspetta la risposta di Rai Sport, accusata di aver censurato difendendo la linea di “TeleMeloni”.

Le tante donne protagoniste dello spettacolo

La cerimonia ha dato ampio spazio anche a figure femminili provenienti da mondi diversi. Charlize Theron ha portato sul palco un messaggio ispirato alla figura di Nelson Mandela, mentre Samantha Cristoforetti ha rappresentato simbolicamente lo sguardo verso il futuro e lo spazio, in una sequenza dedicata alle nuove generazioni.

Sabrina Impacciatore è stata protagonista di un numero che ha unito fumetto, danza e racconto storico delle Olimpiadi invernali, mentre Matilda De Angelis, trasformata per l’occasione in una direttrice d’orchestra dallo stile hollywoodiano, ha guidato un omaggio ai grandi compositori italiani, da Verdi a Puccini fino a Rossini, in una delle parti visivamente più eleganti della serata.

Tomba e Compagnoni, l’emozione del braciere olimpico

Uno dei momenti più simbolici è stato l’accensione del braciere all’Arco della Pace di Milano, affidata a due leggende dello sci italiano, Alberto Tomba e Deborah Compagnoni. Un gesto carico di significato, che i due campioni hanno raccontato con emozione, sottolineando il valore universale dei Giochi e il messaggio di pace che da sempre li accompagna.

La cerimonia ha voluto rimarcare anche il carattere diffuso di questa Olimpiade: mentre a Milano si accendeva uno dei due bracieri, a Cortina era Sofia Goggia a compiere lo stesso gesto, sancendo simbolicamente il legame tra le diverse sedi di Milano-Cortina 2026 e dando il via ufficiale a un’edizione che punta a restare indimenticabile.

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