Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina hanno dimostrato di essere molto più di una competizione sportiva. Nonostante la cerimonia d’apertura sia stata accolta con grande entusiasmo dagli spettatori e definita dai media “bellissima ed emozionante”, non sono mancate le critiche.
Le esibizioni di artisti di grande calibro come Laura Pausini, Andrea Bocelli e Mariah Carey, così come la regia complessiva, sono stati lodati per il forte impatto emotivo. Ma alcuni elementi hanno fatto storcere il naso agli spettatori. Tra questi, l’esibizione della ‘regina del natale’, Mariah Carey, che ha aperto le danze esibendosi sulle note di “Nel blu dipinto di blu”. Proprio per evitare scivoloni linguistici l’esibizione é stata completamente in playback e si é scelto di affidarsi al gobbo. Ma un dettaglio non è passato inosservato agli occhi degli spettatori e dei presenti: sullo schermo non appariva trascritto il testo in italiano bensì parole adattate foneticamente: “volare” é divenuto “voh-lah-reh” o ancora “nel cielo” invece “nell chay-lo”. Ha fatto ridere, ma anche riflettere, il momento comico in cui Matilda De Angelis è stata scambiata per Mariah Carey da parte della telecronaca Rai.
L’esibizione di Laura Pausini invece è stata criticata duramente. A dire la sua anche Selvaggia Lucarelli che ha commentato: “A Laura Pausini è rimasta da fare solo la cover di buon compleanno e rovinerà pure buon compleanno”.
Al contrario, tra gli aspetti più apprezzati vi è stato senza dubbio il messaggio di pace lanciato nel corso dell’evento. Il momento che più ha colpito è stata l’esibizione di Ghali, che ha recitato la poesia “Promemoria” di Gianni Rodari, contenente un messaggio contro la guerra. La poesia é stata interpretata in italiano, inglese e francese dinanzi una scenografia che richiamava l’idea di pace. Anche qui però, alcuni aspetti hanno fatto discutere. Non sono mancate le polemiche su una presunta censura linguistica. Ancor prima della cerimonia, Ghali aveva pubblicato un post sui suoi social denunciando il fatto che gli fosse stato impedito di cantare l’inno nazionale e che, nella versione originaria della poesia, la lingua araba fosse stata eliminata all’ultimo momento. Una scelta che Ghali ha duramente criticato, sfogandosi con le parole “tutto un gran teatro” e lasciando intendere che fosse stato in un certo modo censurato. Ma non é finita qui. Oggi, il cantante ha nuovamente espresso il suo disappunto pubblicando una foto della sua esibizione di ieri sera con una didascalia breve ma coincisa. Così inizia il suo post: “Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente fi tutto questo ieri sera”.
La questione ha scatenato un grande dibattito polarizzato: da una parte, c’é chi ha difeso la sua scelta artistica e dall’altro chi ha ritenuto la sua presenza inopportuna in un evento considerato “neutrale” e non politico.
A ciò si aggiunge il fatto che alcuni spettatori abbiano percepito e lamentato la mancata valorizzazione visiva di Ghali, come se la telecamera non lo inquadrasse mai in primo piano ma solo da lontano, di proposito, creando frustrazione tra fan e commentatori sui social.
Apprezzatissimo invece il monologo di Charlize Theron, con parole ispirate a Nelson Mandela, rilanciando l’idea di pace come responsabilità collettiva. Anche il tema della rappresentanza delle delegazioni e dei Paesi ammessi é stato oggetto di dibattito. Le polemiche si sono estese anche alla gestione del commento televisivo: alcuni hanno evidenziato come il direttore di Rai Sport non abbia commentato i fischi rivolti alla delegazione di Israele e al vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance.
Alcuni hanno puntato il dito su alcune uscite definite troppo scontate, come quelle verso le delegazioni: “I brasiliani hanno la musica nel sangue”. O ancora alcune generalizzazioni, come quella attinente al Benin e alla sua religione “vudù”. É stato ritenuto ripetitivo anche il riferimento allo stato d’animo degli atleti, puntualmente “festante”.



