Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci è intervenuto a Roma all’evento “Beyond Climate”, ma al termine del convegno non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti sull’emergenza maltempo che ha travolto la sua Sicilia. Alla domanda sulla situazione nell’isola, il ministro ha evitato di rispondere, allontanandosi rapidamente lungo le scale e lasciando la sede dell’evento uscendo da un accesso sul retro, senza fermarsi per commentare l’emergenza in corso. Una fuga vera e propria del titolare del dicastero per la protezione civile, con i cittadini siciliani che si sentono abbandonati da colui che ha guidato anche per un quadriennio la stessa regione. Nessuna novità dunque condivisa con la stampa anche sull’inchiesta amministrativa che dovrà far salice sulla mancata prevenzione di quanto accaduto sull’isola, in particolare con la frana di Niscemi.
Musumeci difende il governo sul clima: “Falso dire che non riconosce il cambiamento climatico”
“Questa manifestazione rimuove un luogo comune tanto caro alle opposizioni in Italia. Non è vero che il governo Meloni non riconosca il cambiamento climatico. È una bugia vera e propria e colossale, della quale siamo davvero stanchi”, ha dichiarato dal palco Musumeci.
Il ministro ha rivendicato l’impegno dell’esecutivo sul tema, spiegando che “noi riconosciamo talmente il cambiamento climatico da avere posto tra le priorità il varo del piano nazionale per il cambiamento climatico”.
Musumeci ha poi osservato che il dibattito sulle cause del fenomeno “lo lasciamo ad altri”, ribadendo tuttavia che “certamente noi riconosciamo che col cambiamento climatico dobbiamo fare i conti”.
Nel passaggio finale del suo intervento ha citato anche il progetto SIM, sottolineando che “pone l’Italia all’avanguardia in un contesto internazionale, laddove si affida al digitale un sistema di prevenzione del quale Dio sa di quanto abbiamo bisogno”.
Nel corso del convegno Musumeci ha richiamato anche il tema della prevenzione sismica, invitando a un cambio di prospettiva a livello europeo. “Dobbiamo capire e spiegare all’Unione europea che i rischi in Italia e in Europa non sono soltanto l’incendio estivo e l’alluvione, ma sono anche il sisma e i terremoti”, ha affermato.
Il ministro ha quindi aggiunto che “oltre un quarto del territorio europeo è a rischio terremoto, ma l’Europa non sembra essersene ancora sufficientemente accorta”, sottolineando la necessità di una maggiore attenzione alle politiche di prevenzione.



